D-day Covid, fra due settimane vedremo se il vaccino ha funzionato

Il monitoraggio della pandemia conferma casi e ricoveri in diminuzione. Ma variante Delta, riapertura delle scuole, trasporti e ripresa della vita sociale potrebbero ribaltare il trend. Per Fausto Baldanti siamo alla prova del nove  
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Si tratta solo di aspettare la metà di ottobre. E poi sapremo se la campagna vaccinale anti-Covid stia funzionando veramente. La chiama "prova del nove" il professor Fausto Baldanti, responsabile del Laboratorio di Virologia Molecolare del policlinico San Matteo di Pavia. Perché se la campagna sarà andata a segno lo si vedrà dall'ulteriore abbassamento dei contagi. Al contrario, potremmo registrare un picco di positivi molto simile a quello che lo scorso anno ha fatto da codazzo alla ripresa dell'anno scolastico, all'entrata a regime del servizio trasporti con l'avvio, anche se controllato, delle attività lavorative a contatto con il pubblico.

Il trend della pandemia

Fotografare l'andamento della pandemia per prevederne eventuali scossoni può aiutare. Cosa che sta facendo da mesi la Fondazione Gimbe. L'ultimo monitoraggio, al 30 di settembre, rileva i dati della settimana dal 22 al 28, raffrontandoli con quella precedente. Il risultato è la diminuzione di nuovi casi (23.159 verso 28.676) e dei decessi (386 contro 394). In calo sono anche i casi attualmente positivi (98.872 verso 109.513), le persone in isolamento domiciliare (94.995 contro 105.060), i ricoveri con sintomi (3.418 verso 3.937) e le Terapie intensive (459 contro 516). "Ormai da 4 settimane consecutive continuano a scendere i nuovi positivi settimanali - spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - . Anche sul fronte dei contagi iniziano a intravedersi i risultati della campagna vaccinale, con oltre il 71% della popolazione che ha completato il ciclo".

Le regioni in controtendenza

Però non tutte le regioni vanno in questa direzione. Nella settimana 22-28 settembre, rispetto alla precedente, in Emilia-Romagna e Valle d'Aosta sono cresciuti i casi positivi, e in quest'ultima si registra un incremento percentuale dei nuovi contagiati. Sono scese a 22 le province con incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti e nessuna ne conta oltre 150 per 100.000 abitanti. Un lieve calo ha interessato pure i decessi: 386 negli ultimi 7 giorni (di cui 46 riferiti a periodi precedenti), con una media di 55 al giorno rispetto ai 56 della settimana precedente. "Sul fronte ospedaliero - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui servizi sanitari Gimbe - si conferma il calo dei posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente scendono del 13,2% in area medica e dell'11% in terapia intensiva".

Resta basso il tasso di occupazione ospedaliero

Un altro dato fa ben sperare: a livello nazionale il tasso di occupazione rimane basso (6% in area medica e 5% in area critica), seppur con notevoli differenze regionali: per l'area medica si colloca sopra la soglia del 15% solo la Calabria (17%); per l'area critica nessuna Regione supera la soglia del 10%. "Continuano a ridursi anche gli ingressi giornalieri in Terapia intensiva - spiega Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione - con una media mobile a 7 giorni di 29 ingressi/die rispetto ai 32 della settimana precedente".

A metà ottobre la prova del nove

Questo è il quadro che abbiamo di fronte. Ma che il trend resti in discesa o inverta la rotta, lo potremo sapere solo fra due settimane. Quale situazione pandemica ci aspetta? "La premessa è che attualmente il 78,47% degli italiani over 12 ha completato il ciclo vaccinale, mentre l'83,50% ha ricevuto almeno la prima dose (dati ministero della Salute al 30 settembre) - sottolinea Baldanti - vedremo, quindi, se quest'ampia protezione riuscirà a creare attrito all'espandersi del virus. E lo vedremo subito, a metà ottobre. Perché l'anno scorso il picco dell'ondata si è avuta proprio in quel mese. Ma nel 2020 non eravamo ancora vaccinati. Inoltre, ancora nella primavera scorsa, il tasso di vaccinazione era basso. Siamo alla prova del nove: verificheremo se tutto quello che abbiamo pensato e immaginato avrà un impatto sulla realtà".

Ma perché fra due settimane?

Quali sono i meccanismi che inducono gli esperti a prendere in esame il periodo di ottobre per verificare se il vaccino abbia realmente sconfitto la pandemia in corso? "L'anno scorso il punto massimo della pandemia si è osservato tra il 15 ottobre e 15 novembre - prosegue il virologo - e verso il primo di novembre, dalla Lombardia, l'ondata ha raggiunto tutta Italia. Visto che stiamo parlando di un virus stagionale, complice l'apertura delle scuole, l'intensificazione dei trasporti e la ripresa della vita post-vacanziera, il suo decorso naturale sarebbe replicare il trend del 2020". E aggiunge: "Vediamo che ora i contagi sono contenuti in un range preciso ma, trattandosi di un virus stagionale, potrebbe risvegliarsi in autunno".

L'incognita variante Delta

Attualmente abbiamo tanti vaccinati, ma dall'altra parte una variante veloce, specialmente con chi non è ancora immunizzato. "Esatto. La variante Delta è tuttora quella prevalente. E il tasso di infezione attuale, in un'epoca in cui la vaccinazione avviene parallelamente all'epidemia (mentre in un mondo ideale si dovrebbe vaccinare in un momento di pausa in modo da frenare le ondate successive), riguarda soprattutto persone non vaccinate", precisa Baldanti. Quindi con la Delta il vaccino funziona e potremmo evitare il nuovo picco di contagi ipoteticamente all'orizzonte fra due settimane. "La variante Delta in vitro ha la capacità di superare la barriera immunologica - sottolinea Baldanti - chi è vaccinato con due dosi ha una risposta debole, ma questa mutazione non riesce a prevalere e perciò va a collocarsi nel punto più facile: dove non c'è difesa, ossia colpisce i non vaccinati. Diciamo che le varianti che possono superare la barriera anticorpale lo trovano comunque faticoso, perciò tendono ad andare dove non c'è: sui più fragili e su chi non si è immunizzato". Quindi fra due settimane sapremo se il vaccino ci sta veramente proteggendo? "Dal punto di vista umano - conclude - spero e prego che le nostre previsioni siano giuste".