Dopo un intervento vascolare un cerotto può prevenire il rischio di ictus

Un disposito indossabile di silicone con elettrodi in grado di monitorare costantemente il flusso sanguigno nelle arterie profonde: lo studio cinese
2 minuti di lettura

Dopo una ricostruzione vascolare, i coaguli di sangue e il restringimento delle arterie aumentano drasticamente il rischio di ictus anche fino a un anno dopo l'intervento chirurgico. Per prevenirlo, e tenere sotto controllo anche altre patologie come ad esempio il piede diabetico, un team di ricercatori cinesi formato da medici e ingegneri della Tsinghua University di Pechino ha sviluppato un dispositivo indossabile in grado di monitorare costantemente il flusso sanguigno e prevedere ogni problema vascolare.

Si tratta di una sottile e leggera membrana di silicone con all'interno una serie di elettrodi che utilizzano l'effetto Doppler per fornire un monitoraggio continuo del flusso sanguigno nelle arterie profonde. Essendo spesso appena un millimetro, il dispositivo indossabile non è invasivo e aderisce alla pelle come un cerotto. E i vantaggi sono innumerevoli: è più flessibile e preciso di una tradizionale sonda ecografica, che ha la necessità di essere manovrata da un operatore esperto e con mano ferma, ed esegue un monitoraggio costante, mentre l'esame diagnostico viene eseguito per protocollo solo in presenza di sintomi.

Come funziona

"Abbiamo sviluppato un dispositivo che monitora continuamente la velocità del flusso sanguigno trasmettendo onde ultrasoniche e analizzando gli echi che ritornano quando le onde rimbalzano sui globuli rossi - spiega l'ingegnere biomedico Fengle Wang - per testare il dispositivo, abbiamo simulato il flusso con un materiale che imita i tessuti e un fluido viscoso, studiando le caratteristiche acustiche della circolazione venosa. Dopo aver dimostrato che il dispositivo misurava con precisione la velocità del flusso sanguigno, lo abbiamo testato con un simulatore di restringimento delle arterie, dimostrando che poteva precepirne anche le differenze".

Appurata la funzionalità in laboratorio, il dispositivo è stato testato su un ipotetico paziente dimesso: "Un ragazzo di 24 anni che ha utilizzato un bracciale gonfiabile per la misurazione della pressione - continua Wang - ha alterato di tanto in tanto il flusso sanguigno gonfiando il bracciale dello sfigmomanometro, utile per noi per capire se il dispositivo registrava correttamente la variazioni". E il sensore ha sempre funzionato, dimostrandosi un importante alleato nelle cure domiciliari.

"La variazione del flusso sanguigno nel tempo e nello spazio contiene abbondanti informazioni sulla situazione cardiovascolare di una persona - scrivono i ricercatori nello studio appena pubblicato da Science Advance  - il flusso nelle arterie varia in modo pulsatile e i parametri della velocità possono indicare la presenza di trombi, stenosi arteriose, indurimenti o occlusioni. Ecco perché il monitoraggio a lungo termine del flusso sanguigno può essere prezioso alleato nella diagnosi e prognosi di alcune condizioni vascolari, a partire dall'ictus ischemico.Tuttavia, sinora i pazienti vengono spesso esaminati solo se hanno già una sintomatologia, rendendo necessaria un'immediata operazione chirurgica in caso di conferma ecografica".

Negli ultimi anni sono state proposte una serie di nuove tecniche per monitorare il flusso sanguigno, come la Ppg, la fotopletismografia basata sulla diffusione dei raggi infrarossi nei tessuti, e la Dta, l'analisi termica differenziale. Ma "si sono dimostrate in grado di stimare solo i cambiamenti di volume a pochi millimetri di profondità. Rispetto alla luce e al calore, gli ultrasuoni hanno una maggiore capacità di penetrazione pur non essendo invasivi e non causando alcun danno al corpo umano. Il Doppler è l'unico metodo che ad oggi conosciamo in grado di individuare rapidi cambiamenti con precisione e in tempo reale".

A fare il resto è la struttura morbida e sottile del dispositivo, che già garantisce una perfetta adesione alla pelle e un peso esiguo di nemmeno un grammo, pronto all'uso grazie a un microtrasmettitore che ha la potenzialità di inviare i dati a un'app

oppure direttamente al medico curante. Insomma, la nuova frontiera della diagnostica indossabile è qui e ha la potenzialità per prevenire una patologia importante come l'ictus che solo in Italia conta in media 550 casi al giorno, di cui 110 sono recidive.