Un vaccino per prevenire il cancro al seno: al via il primo studio clinico

G. Thomas Budd e Vincent Tuohy (crediti: Cleveland Clinic) 
Sarà condotto negli Usa su circa 20 ex-pazienti operate per un tumore triplo negativo e con un alto rischio di ammalarsi nuovamente. Servirà per studiare la sicurezza del nuovo approccio e la risposta del sistema immunitario
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È UNA delle sfide dell'immunoterapia contro il cancro: realizzare vaccini che, proprio come quello contro l’influenza (e il coronavirus), addestrino il nostro sistema immunitario a riconoscere ed eliminare le cellule tumorali, nel caso in cui il cancro si sviluppasse. In una parola a prevenire i tumori. Ci si sta provando da molti anni e ora sta per partire il primo studio clinico su un possibile vaccino per il tumore al seno triplo negativo: il più difficile da trattare tra i carcinomi mammari e, di conseguenza, considerato il più aggressivo. La notizia arriva dagli Usa, precisamente dalla Cleveland Clinic, che ha annunciato il via allo studio - il primo di questo tipo - che sarà coindotto in collaborazione con l’azienda Anixa Biosciences.


Lo studio

Si tratta di uno studio di fase 1: servirà cioè solo a capire, per ora, se questo approccio è sicuro, quale sia la dose massima di vaccino tollerata e a studiare la risposta immunitaria indotta. Nulla potrà essere detto, quindi, sull’efficacia. La ricerca coinvolgerà dalle 18 alle 24 donne che hanno già avuto il tumore al seno triplo negativo in stadio precoce e hanno completato le cure con successo nei passati tre anni: ex pazienti, quindi, ma con alte probabilità di ammalarsi nuovamente. Riceveranno tre dosi, a distanza di due settimane l'una dalle altra. I risultati sugli eventuali effetti avversi e sulla risposta del sistema immunitario si attendono tra meno di un anno, entro settembre 2022. Se le cose andranno come sperato, lo studio successivo coinvolgerà un numero maggiore di donne che non hanno mai avuto il tumore, ma ad alto rischio genetico di svilupparlo (per esempio con mutazioni Brca1 o Brca2 o con forte familiarità) e che hanno deciso di sottoporsi alla mastectomia bilaterale preventiva.


Come funziona il vaccino?

Lo sviluppo di questo vaccino è cominciato più di 12 anni fa, a partire dalle ricerche precliniche, cioè su modelli animali, di Vincent Tuohy, immunologo del Cleveland Clinic Main Campus. Il target del vaccino è una proteina, chiamata α-lactalbumina, che viene espressa normalmente sulla superficie delle cellule mammarie durante l’allattamento, mentre è poco presente quando il tessuto invecchia. Si ritrova, però, anche nella maggior parte (70-80%) delle cellule del tumore triplo negativo, riportano i ricercatori. L’obiettivo è quindi quello di attivare il sistema immunitario contro questa proteina, fornendo così una difesa già addestrata a riconoscerla nel caso in cui il tumore dovesse cominciare a svilupparsi. Tuohy aveva già dimostrato nei topi che attivare il sistema immunitario contro α-lactalbumina è sicuro ed efficace: una sola vaccinazione sembra poter prevenire la malattia e inibire la crescita di eventuali tumori già presenti. Questi risultati erano stati pubblicati 12 anni fa su Nature Medicine, e da allora la ricerca è stata finanziata con le donazioni di oltre 20 mila persone.


Serviranno ancora diversi anni, però, per provare che lo stesso avviene anche negli esseri umani. “Siamo fiduciosi che questa ricerca porterà ad ulteriori studi che avranno l’obiettivo di determinare l'efficacia del vaccino contro questo tipo di cancro al seno, per il quale oggi abbiamo i trattamenti meno efficaci”, ha detto Thomas Budd, che coordina la ricerca: “A lungo termine, speriamo che questo possa essere una vera profilassi da somministrare a donne sane ad alto rischio”. “Se si conferma efficace - conclude Tuohy - questo approccio ha il potenziale per trasformare il modo in cui controlliamo i tumori negli adulti”.