Variante Omicron, il Sudafrica sequenzia meno dell'1% dei campioni di coronavirus

Testo di Valeria Pini, video di Eleonora Giovinazzo 
'Catturare' le mutazioni del virus è la strada per darne una fotografia completa e provare a fermarlo. Ma siamo ancora indietro, soprattutto nei paesi più poveri dove i contagi sono alti
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Giovedì il Sudafrica ha annunciato al mondo di aver identificato una nuova variante di Covid-19, in seguito battezzata 'variante Omicron'. La notizia ha creato reazioni a catena, anche per il timore che Omicron sia estremamente contagiosa.

Molti paesi, tra cui l'Italia, hanno imposto il divieto di viaggiare da e verso Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Malawi, Mozambico, Namibia ed Eswatini. Sono crollate le borse. Un terremoto. Ma intanto rimane ancora da far luce sulle mutazioni che compongono la nuova variante dell'Omicron.

Il sequenziamento delle varianti

Un articolo del Washington Post rivela che il Sudafrica sta sequenziando solo lo 0,8 percento dei suoi campioni di virus. Un lavoro che fornisce ancora troppi pochi dati sul coronavirus. C'è da chiedersi cosa accadrebbe con un sequenziamento più ampio, visto che sequenziando poco meno dell'1% del virus è emersa la nuova variante Omicron.

A 20 mesi dall'inizio della pandemia, c'è una certezza: sequenziare il virus e 'catturarne' le mutazioni è la strada per darne una fotografia completa e provare a fermarlo. Si tratta di un modo per capire con più certezza l'efficacia di vaccini e terapie. Ma finora questo lavoro viene fatto ancora in modo limitato, soprattutto nei paesi a basso reddito.

Gli Usa

Gli Stati Uniti stanno sequenziando e condividendo con altri paesi il 3,6% dei suoi campioni di coronavirus. Lo rivela un'analisi dei dati del Washington Post, nell'ambito di GISAID, il progetto che fornisce un database globale dei genomi di Covid-19. Gli Usa sono al 20° posto tra i paesi che hanno sequenziato 5.000 o più campioni. Un lavoro enorme ma ancora al di sotto del tasso che secondo gli scienziati è necessario per rimanere al passo con i principali cambiamenti al virus.

L'Africa

Il Sudafrica, al contrario, sta sequenziando lo 0,8 percento dei suoi campioni di virus e si colloca al 37° posto in tutto il mondo. Secondo il Dipartimento della Salute del paese, circa il 35% della sua popolazione è vaccinata.

Il problema è che nei paesi più poveri, dove c'è un tasso bassissimo di vaccinazioni e dove Covid-19 circola di più, le percentuali di sequenziamento del virus sono molto basse. Nessun altro paese in Africa ha superato la soglia di sequenziamento di 5.000 campioni.

In controtendenza il Kenya, che è vicino alla quota 5.000 ed è uno dei numerosi paesi africani con una percentuale di sequenziamento complessivamente più elevata rispetto al Sudafrica.

L'Europa

L'India, che questa primavera è stata al centro di un'epidemia devastante, sta sequenziando solo lo 0,2 percento dei campioni, rispetto allo 0,06 percento di aprile.

I paesi con i più alti tassi di sequenziamento sono in gran parte quelli europei con tassi di vaccinazione relativamente alti. L'Islanda è in cima alla classifica, con il 56,2% dei suoi campioni di virus sequenziati e oltre l'88% della sua popolazione completamente vaccinata.

Il divario fra paesi ricchi e poveri

Da quando, un anno fa, è stata avviata la vaccinazione, gli scienziati hanno messo in guardia i paesi ricchi, principalmente occidentali, dal monopolizzare le scorte di vaccini a scapito di una distribuzione globale più equa. Più a lungo il virus circola tra le popolazioni non vaccinate, maggiori sono le possibilità che si sviluppino varianti altamente trasmissibili. E la variante Omicron ne è una dimostrazione concreta.

Il divario è ancora troppo ampio.La popolazione in Africa raggiunge 1,2 miliardi di persone e solo il 6% è vaccinato. Negli Usa il dato è del 59%. Ora Stati Uniti e alcuni paesi europei, tra cui l'Italia, hanno avviato la terza dose. Nei paesi con redditi bassi, invece, solo il 3% circa della popolazione è immunizzato (dati Oms).

Se non verranno vaccinati anche gli abitanti degli stati più poveri, il virus continuerà a circolare e a replicarsi. "Finché non vacciniamo abbastanza persone, questo accadrà ancora e ancora, ha detto Glenda Gray, capo del South African Medical Research Council. Un appello che andrebbe ascoltato.