Covid, scoperto un fattore genetico che aumenta la mortalità

Molti fattori possono influenzare la mortalità per Covid, adesso è stato individuato anche un fattore genetico silente che spiega perché alcune popolazioni hanno risposto peggio alla pandemia
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Gli esiti clinici della Covid19 sono estremamente eterogenei, oggi conosciamo alcuni fattori che possono aumentare la mortalità: età, sesso, presenza di comorbidità. Esistono però anche dei fattori genetici silenti che possono aumentare il rischio di conseguenze severe in caso di infezione da Sars-CoV2.

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Il nostro codice genetico è definito dall'unione del DNA dei nostri genitori. Per ogni nostro carattere, ad esempio il colore degli occhi, possediamo almeno 2 copie delle stesso gene (alleli, una di origine materna ed una paterna, le regole mendeliane stabiliscono come i diversi geni vengono espressi (occhi neri sono dominanti sugli occhi azzurri ad esempio). Esiste però una variabilità tra i vari alleli all'interno della popolazione, infatti per alcuni geni esistono diverse varianti che alterano leggermente la funzione di quel gene.

Un esempio noto è il gene che produce la Apolipoproteina E (APOE), che esiste in diverse varianti all'interno della popolazione mondiale: APOE2, APOE3 e APOE4. La forma più diffusa è la APOE3, infatti nel 77.9% della popolazione è presente almeno una copia mentre la APOE4 nel 13.7% e la APOE2 solo nel 8.4%.

Chi ha l'Alzheimer ha più APOE4

I pazienti affetti da Alzheimer presentano una percentuale di APOE4 più alta della popolazione generale, infatti circa il 37% dei malati di Alzheimer presenta questa specifica variante. La presenza della variante APOE4 nella popolazione affetta da Alzheimer non è soltanto casuale: è stato osservato che la variante APOE4 crea delle condizioni più favorevoli per lo sviluppo di malattie neuro-degenerative, come l'Alzheimer appunto. Va sottolineato che la presenza di entrambi gli alleli APOE4 non è condizione sufficiente allo sviluppo della malattia di Alzheimer in quanto è una malattia multi-fattoriale, quindi con elementi non solo genetici.

Le differenti varianti APOE influenzano la mortalità del Covid19

Un team di ricercatori ha infettati dei topi geneticamente modificati con il virus del Sars-Cov2, l'obiettivo dell'esperimento era comprendere se esiste una correlazione tra la mortalità per Covid19 e le diverse varianti di APOE. Dall'esperimento è emerso che i topi con la variante APOE4 (quella dell'Alzheimer) e in misura minore APOE2 hanno un rischio maggiore di decesso in caso di infezione con Sars-CoV2.

APOE coinvolta nella risposta immunitaria

I ricercatori si sono chiesti la ragione di questa correlazione e hanno scoperto che APOE è coinvolta nella risposta immunitaria, nello specifico hanno osservato che i topi APOE4 avevano una risposta immunitaria ridotta rispetto ai topi APOE3. Una minore risposta innata potrebbe spiegare come mai alcuni soggetti, a parità di co-fattori, sperimentano una malattia più severa di altri. I ricercatori hanno analizzato le frequenza delle varianti APOE nella popolazione e hanno confermato la correlazione osservata nei topi, infatti i soggetti che presentano la variante APOE4 hanno un rischio di decesso significativamente maggiore rispetto altre 2 varianti.

Chi ha la variante APOE4 rischia di morire di Covid19?

La presenza della variante APOE4 da sola non è in grado di determinare la mortalità della Covid19, infatti altri fattori hanno un peso maggiore nel determinare l'esito della malattia come età, sesso, presenza di auto-anticorpi e patologie pregresse ad esempio. Inoltre esistono fattori genetici protettivi che riducono al contrario la mortalità della Covid19. Infine, l'esito della malattia  è fortemente influenzato dallo stato vaccinale, infatti sappiamo che i vaccini offrono una protezione altissima contro decesso e conseguenze gravi della malattia.

Nuove possibili strategie

Questo studio è molto importante a livello epidemiologico e farmacologico: nel primo caso ci aiuta a comprendere come le diverse popolazioni differenti anche dal punto di vista genetico hanno risposto alla pandemia e secondo perché apre la strada a possibili strategie per impedire la Covid grave in alcuni pazienti a rischio.

REF:

https://www.nature.com/articles/s41586-022-05344-2

https://www.lescienze.it/news/2018/06/04/news/alzheimer_apoe4_accumulazione_amiloide_microglia-4006189/

https://www.salute.eu/2022/08/22/news/covid_gravita_anziani_cause-362244452/

Aureliano Stingi, dottore in biologia molecolare lavora nell'ambito dell'oncologia di precisione. Collabora con l'Organizzazione Mondiale della Sanità nella battaglia contro le fake news a tema Covid19

Instagram: Aureliano _Stingi Twitter: @AurelianoStingi