Esoscheletri, sensori, polimeri: sei startup per sei progetti innovativi

Health&BioTech Accelerator ha selezionato le idee più innovative in sanità e medicina su oltre 350. Quattro le aziende italiane premiate
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SEI startup, di cui 4 italiane, sono state selezionate su oltre 350 aziende per i loro progetti tecnologici in grado di migliorare la cura e l’assistenza dei pazienti. Dagli esoscheletri robotici per la riabilitazione ortopedica e neurologica ai dispositivi indossabili che comunicano in tempo reale con piattaforme di intelligenza artificiale per il telemonitoraggio cardiaco post-dimissione, da un impianto polimerico per il glioblastoma multiforme a un nuovo possibile farmaco per la fibrosi cistica e allo sviluppo di vaccini contro HIV, Herpes simplex e tubercolosi, considerate tra le priorità sanitarie globali dall’Organizzazione mondiale della sanità. Sono queste le innovazioni premiate nella prima edizione di Health&BioTech Accelerator, il primo acceleratore multi-corporate italiano, coordinato da Deloitte Officine Innovazione insieme ad MSD Italia e Intesa Sanpaolo RBM. Che, come dice il nome, ha lo scopo di velocizzare lo sviluppo dei progetti di open innovation più promettenti in medicina e sanità. Le sei startup sono state scelte dopo otto mesi di selezione. Eccole.

 

Cuore, monitoraggio a distanza

Cardiolyse è finlandese e EGC247 è norvegese, ed entrambe sono concentrate sul telemonitoraggio cardiaco. Cardiolyse ha sviluppato una piattaforma in grado di prendere i dati grezzi provenienti da dispositivi indossabili, fornire report personalizzati e stratificare i pazienti in base al rischio personale. Le informazioni diventano così strutturate e fruibili, in modo che gli operatori sanitari e i medici possano agire rapidamente. ECG247 ha invece realizzato un dispositivo wireless per il rilevamento della fibrillazione atriale e di altre aritmie cardiache. Il device si chiama ECG247 Smart Heart Sensor e permette un monitoraggio in continuo durante le attività quotidiane, compresa quella sportiva, permettendo la rilevazione di eventi cardiaci, anche lievi, e l’immediata segnalazione al paziente e al medico.


Verso un nuovo farmaco per la fibrosi cistica
Kither Biotech è una startup biofarmaceutica italiana che sta sviluppando nuove terapie per malattie polmonari rare, tra cui la fibrosi cistica. I dati preclinici hanno dimostrato che, impiegato in associazione ai farmaci attualmente utilizzati, la loro molecola è potenzialmente in grado di migliorare l’efficacia terapeutica e le condizioni di vita dei pazienti.

 

Un polimero per il glioblastoma
Il progetto di ricerca si chiama MicroMesh è dell’Istituto Italiano di Tecnologia: si tratta di un impianto polimerico, “uMesh”, per il trattamento del glioblastoma multiforme (GBM). L’impianto terapeutico è una rete biocompatibile e biodegradabile che facilita la profonda permeazione dei farmaci nella sede del tumore, aumentando l’efficacia della terapia, come dimostrano gli studi preclinici.

 

Un vaccino per l’HIV?
Vaxxit è una startup biofarmaceutica italiana che sviluppa vaccini contro l'HIV, l'Herpes Simplex Virus (HSV) e il M. Tuberculosis (TB). Attualmente sta portando avanti uno studio clinico per la validazione di un vaccino contro l’HIV.


ALExRS, l’esoscheletro per la riabilitazione
Un esoscheletro robotico per la riabilitazione degli arti superiori di pazienti neurologici esiste già: si chiama ALExRS ed è in uso in diversi centri in Italia ed in Europa. Ora però Wearable Robotics - la startup italiana che lo produce, nata nel 2014 come spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa - sta valutando la possibile applicazione del dispositivo per la riabilitazione anche in ambito ortopedico.