Alzheimer, nel mondo viene colpita una persona ogni 3 secondi

Alzheimer, nel mondo viene colpita una persona ogni 3 secondi
In occasione del mese mondiale dell'Alzheimer, la Federazione Alzheimer Italia avverte: entro il 2050 le persone con demenza nel mondo saranno 139 milioni e in Italia aumenteranno del 56%
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Sono oltre 1 milione e 480 mila le persone che oggi in Italia convivono con la demenza, e si stima che siano destinate a diventare 2 milioni e 300 mila entro il 2050: circa 900 mila persone in più avranno quindi bisogno di assistenza e supporto post-diagnostico.

I dati sono emersi da una ricerca sulla prevalenza delle demenze a livello globale condotta dall'Institute of Health Metrics and Evaluation dell'Università di Washington e pubblicata sulla rivista Lancet.

Secondo gli esperti, non solo sono preoccupanti ma addirittura sottovalutano la vera portata del problema. Per questa ragione, la Federazione Alzheimer Italia e l'Alzheimer's Disease International (ADI) - la federazione internazionale delle associazioni che si occupano di demenza - in occasione del Mese Mondiale dell'Alzheimer (ogni anno a settembre) lanciano un appello per esortare governi, organismi di sanità pubblica e Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ad adottare misure in grado di garantire un supporto post-diagnostico efficiente ai pazienti. E a farlo anche in fretta. Appuntamento il 19 settembre a partire dalle ore 9.00, presso l'Istituto dei Ciechi di Milano, per un convegno aperto a tutti contro lo stigma sociale, a favore dell'inclusione.

Una situazione preoccupante

I dati italiani sono in linea con i numeri in aumento a livello globale: in tutto il mondo sono 55 milioni le persone con demenza, destinate a diventare 139 milioni entro il 2050. Ogni 3 secondi, secondo le stime dei ricercatori, nel mondo qualcuno sviluppa la malattia.

"Nel 2017, con il Piano Globale di Azione sulla Lotta alla Demenza, tutti i 194 stati membri dell'OMS si sono impegnati ad attuare misure per raggiungere precisi obiettivi nell'ambito della riduzione del rischio, della diagnosi e assistenza, ricerca e supporto a caregiver", spiega Paola Barbarino, amministratore delegato di ADI. "Tuttavia, finora solo 39 stati hanno mantenuto la loro promessa. I dati e le previsioni sono ormai inequivocabili e i governi ora si trovano di fronte a due possibili scelte: agire rispettando l'impegno preso o affrontare una delle più grandi crisi di salute pubblica del nostro tempo".

L'Italia è stato uno dei primi paesi ad avere un Piano nazionale sulle demenze, che ha però ricevuto i primi fondi soltanto nel 2021, fa notare Gabriella Porro, Presidente di Federazione Alzheimer Italia: "È stata anche definita la ripartizione di questi fondi tra le regioni, ma non basta: ancora oggi assistiamo a grandi disparità tra regioni per quanto riguarda i servizi offerti. È importante che la politica ne prenda atto: è necessario accelerare i lavori per la creazione dei piani demenza regionali e rendere questi stessi piani sostenibili attraverso un potenziamento dei finanziamenti destinati al Piano nazionale demenze, purtroppo ancora insufficienti. Solo così si potranno garantire a tutte le persone con demenza pari diritti e opportunità di accedere a servizi di assistenza e supporto post diagnostico".

Le misure necessarie

Oltre ai piani regionali sulle demenze, la Federazione Alzheimer Italia sottolinea la necessità di diffondere PDTA (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) con indicazioni chiare e uniformi, che integrino aspetti socio-sanitari per creare una rete di supporto efficiente (dal farmacista al terapista occupazionale, dal neurologo all'associazione di volontariato sul territorio al medico di medicina generale e alle Comunità Amiche).

Occorre anche sviluppare interventi di telemedicina per la continuità assistenziale, creare flussi informativi centralizzati (dalle regioni al Ministero della Salute) sui dati epidemiologici e sugli accessi ai servizi, potenziare strumenti di diagnosi precoce e lavorare a una grande campagna pubblica per spiegare come ridurre il rischio di sviluppare demenza, supportare chi la sta vivendo e chi è nella fase iniziale della malattia.

Perché è importante parlare di demenza

Il Mese Mondiale dell'Alzheimer è una campagna di sensibilizzazione nata per creare maggiore consapevolezza sulla malattia e combattere lo stigma che ancora oggi colpisce i pazienti e i loro familiari. Il tema che guida questa undicesima edizione è "Conosci la demenza, conosci l'Alzheimer" e mette l'accento sull'importanza di diffondere la conoscenza della patologia, con particolare attenzione al trattamento post-diagnostico e al supporto a coloro che ne sono affetti.

Proprio per questo, lunedì 19 settembre, a partire dalle ore 9.00, presso l'Istituto dei Ciechi di Milano, la Federazione Alzheimer Italia, insieme all'Associazione Alzheimer Milano, organizza il convegno aperto a tutti: "Lotta allo stigma, qualità della vita: la strada per l'inclusione delle persone con demenza, giovani e anziane". L'incontro farà il punto su nuovi servizi, politiche e strumenti avviati in Italia per migliorare l'assistenza a pazienti e caregiver. L'ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (02 809767 - info@alzheimer.it), ma l'evento sarà trasmesso in diretta streaming anche sulla pagina Facebook dedicata.