Cancro, nei bambini è diverso. L’Oms pubblica il primo Libro Blu sui tumori pediatrici

Cancro, nei bambini è diverso. L’Oms pubblica il primo Libro Blu sui tumori pediatrici
Obiettivo: migliorare la diagnosi e il trattamento delle neoplasie che colpiscono bambini e adolescenti in tutto il mondo. Ne abbiamo parlato con Rita Alaggio dell’ospedale Bambino Gesù di Roma e tra i 5 esperti che hanno curato il progetto
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IL TUMORE di un bambino non è solo la malattia di un organo, ma la malattia di un organo in un organismo in via di sviluppo. Per questo, anche solo per questo, il cancro dell’età evolutiva merita una classificazione a parte, differente da quella degli adulti. Ebbene, questa classificazione ora c’è: è il primo Libro Blu dei tumori infantili dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), un organismo dell’Organizzazione mondiale della sanità. Sarà disponibile online a gennaio 2022, ma Cancer Discovery, la rivista dell’Associazione americana per la ricerca sul cancro, ne ha anticipato i risultati.

Cosa sono i Libri Blu dell’Oms

Dal 1956, l’Oms promuove la pubblicazione dei Blue Books. “I Libri Blu sono organi ufficiali in base ai quali vengono formulate le diagnosi di cancro”, dice Rita Alaggio, responsabile dell’Unità operativa complessa di Anatomia patologica del Bambino Gesù di Roma, e ordinario di Anatomia patologica all’Università Sapienza: “Rappresentano una sorta di linguaggio comune e coordinato a cui si rifanno patologi, oncologi, biologi molecolari e tutti gli attori che partecipano all’identificazione di un tumore in tutto il mondo”.

 


Tradizionalmente i Blue Books seguono il criterio dell’organo: c’è il Libro Blu dei tumori del polmone, per esempio, o quello dell’apparato gastrointestinale e i tumori dei bambini sono stati trattati fino a oggi in un capitolo a parte all’interno dei Libri Blu degli adulti. “Questa nuova classificazione – spiega Alaggio, che è una dei 5 esperti del Gruppo di coordinamento editoriale internazionale che ha curato la nuova classificazione – non si limita a un sistema di organi, ma offre un compendio specifico di tutte le patologie tumorali che si possono verificare nell’infanzia e nell’adolescenza. Il che è un passo fondamentale per fare diagnosi più precise e accurate e, di conseguenza, per identificare le migliori opzioni di trattamento in questa fascia di età. Che sono diversi da quelle degli adulti”.

Malattie diverse

I tumori dei bambini non sono il risultato dell’accumulo dei danni che il tempo o l’ambiente o lo stile di vita o le cattive abitudini provocano sul Dna, come è in genere per gli adulti. Anche perché il tempo e l’ambiente hanno potuto agire ben poco sui bambini. E lo stile di vita o le cattive abitudini per nulla. Infatti, le malattie oncologiche che colpiscono la fascia pediatrica sono spesso tumori embrionali, cioè riproducono le caratteristiche dei tessuti dell’embrione, e originano da una sola alterazione genetica. “È così – conferma l’esperta – per questo i tumori dei bambini e dei giovani hanno profili genetici più semplici. Si tratta quasi sempre di alterazione delle cellule somatiche, quindi non ereditarie: solo il 10% dei tumori pediatrici si può ascrivere a sindromi che hanno un’origine familiare”.

Un approccio integrato

Una volta la diagnosi dei tumori si faceva col microscopio: l’anatomopatologo studiava la morfologia del tessuto osservandola in ogni dettaglio. Oggi si studia l’impronta molecolare della malattia, cioè non si guarda la malattia ma si entra nella malattia, sequenziando il genoma tumorale e cercando precise alterazioni alla ricerca di bersagli terapeutici da colpire con le terapie mirate, particolarmente utili per pazienti che sono in evoluzione. Ecco, la nuova classificazione tiene conto di entrambi questi approcci, quello morfologico e quello molecolare, il che permette di capire al meglio quanto la malattia è aggressiva e come affrontarla. “Il Libro Blu pediatrico – riprende l’anatomopatologa – riflette perfettamente la transizione da un approccio diagnostico tradizionale basato esclusivamente sull’esame istologico, verso le tecnologie di diagnosi molecolare. Un approccio integrato nel quale il Bambino Gesù è all’avanguardia”.

La diagnosi nei paesi più poveri

Ma anche un approccio costoso. Sono molti i paesi del mondo dove è impossibile sottoporre i bambini con tumore a test genetici per fare diagnosi raffinate che permettano trattamenti il più possibile mirati. O no?  “Abbiamo voluto prestare una speciale attenzione alla fruibilità della nuova classificazione nei  paesi a basso reddito con carenza di risorse – dice l’esperta – e per questa ragione nel Libro Blu pediatrico abbiamo fornito criteri diagnostici di base, indipendentemente dall’utilizzo di tecniche costose. In pratica, abbiamo dato e descritto diverse possibilità diagnostiche, calibrandole sull’accesso alle tecnologie: si chiama approccio multistrato. A questo lavoro hanno partecipato patologi di tutto il mondo, non solo occidentali o dei paesi ricchi, in modo da rappresentare tutte le realtà. Ma è chiaro che il nostro auspicio – aggiunge Alaggio – è che in futuro vengano sviluppati test molecolari a prezzi accessibili, per aumentare la precisione diagnostica e assicurare anche ai bambini di questi paesi diagnosi basate su criteri imparziali e riproducibili”.

 

L’aggiornamento continuo

Le classificazioni per loro natura forniscono un'istantanea delle conoscenze attuali al momento della loro stesura. Ma negli ultimi anni le conoscenze vanno veloci anche per i bambini, grazie a grosse collaborazioni internazionali che permettono di sapere molto di più che non nel passato sui tumori pediatrici. E più conoscenza significa più successi terapeutici, ma anche più aggiornamento. “A questo proposito – conclude Alaggio – l'OMS ha implementato i meccanismi per aggiornare aspetti specifici delle classificazioni tra le diverse edizioni. Inoltre, tutte le classificazioni dei tumori saranno in un formato online e potranno anche essere aggiornate in tempo reale”.

 

Crediti per l'immagine: National Cancer Institute via Unsplash