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Mutazioni BRCA: di quali tumori aumentano il rischio. E di quanto

Mutazioni BRCA: di quali tumori aumentano il rischio. E di quanto
Un ampio studio internazionale, coordinato dall’Università di Cambridge e dalla Sapienza di Roma, ha valutato l’associazione con 22 tipi di cancro. L'aumento del rischio è stato osservato per i tumori di prostata, pancreas e stomaco, oltre che per quelli di seno e ovaio. Non confermata, invece, la correlazione con il melanoma
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Da più di 25 anni sappiamo che alcune varianti dei geni BRCA1 e 2 geni aumentano il rischio di ammalarsi di tumore della mammella e dell'ovaio: oggi infatti ci è chiaro che le donne con una mutazione ereditaria dei geni BRCA1/2 hanno tra il 50 e l'80% di probabilità in più di ammalarsi di carcinoma mammario nel corso della vita. Come sappiamo anche che in quelle con BRCA1 difettoso, il rischio di tumore ovarico si attesta tra il 24% e il 40%, mentre se la mutazione è di BRCA2 il rischio è tra l'11% e il 18%, contro l'1-2% della popolazione femminile generale.

Non solo mammella e ovaio

Ma nel corso degli anni - a partire dal 1994, l'anno in cui i BRCA 1 e 2 furono identificati - è stato intuito e dimostrato che i geni BRCA non modificano esclusivamente il rischio di questi due tumori femminili: sebbene rare, queste mutazioni sono collegate ad altri tipi di cancro: della prostata, del pancreas e dello stomaco.

Ma di quanto aumentano il rischio? Uno studio internazionale coordinato dall'Università di Cambridge e dal dipartimento di Medicina molecolare della Sapienza di Roma, in collaborazione con il consorzio internazionale CIMBA (Consortium for Investigators of Modifiers of BRCA1/2), ha approfondito e raffinato le stime di rischio associato alle mutazioni nei geni BRCA di oltre 20 tumori utilizzando i dati delle cartelle cliniche di oltre 5.000 famiglie. I risultati della ricerca, che è stata sostenuta anche da Fondazione AIRC, sono pubblicati sul Journal of Clinical Oncology.

La più ampia casistica al mondo

"Le analisi sono state effettuate su una casistica internazionale di 3.184 famiglie con mutazioni in BRCA1 e di 2.157 famiglie con mutazioni in BRCA2 - spiega nel dettaglio Valentina Silvestri del Dipartimento di Medicina molecolare di Sapienza Università di Roma e co-autrice dello studio. "Una casistica - ha aggiunto Silvestri - che è la più ampia attualmente disponibile al mondo e che ci ha permesso di stimare con precisione la misura in cui una mutazione ereditaria in BRCA1 o BRCA2 sia associata al rischio di sviluppare 22 diversi tipi di tumore, anche tenendo conto dell'età e del genere".

"Lo studio ha il merito di aver indagato molti tumori e di aver focalizzato l'attenzione degli oncologi medici sulla possibilità di estendere la ricerca di BRCA mutati in altri cancri differenti da quelli della mammella e dell'ovaio", commenta Saverio Cinieri, presidente Aiom, l'Associazione degli oncologi medici italiani, direttore dell'Unità operativa Complessa di Oncologia medica dell'Ospedale Antonio Perrino di Brindisi che non è coinvolto nella  ricerca: "Ci sono studi che indicavano già il ruolo dei BRCA nei tumori di pancreas e prostata, e del seno maschile. Ora abbiamo dati numerici del rischio".

I geni BRCA

I geni BRCA sono oncosoppressori, cioè codificano proteine che proteggono il DNA dall'accumulo di mutazioni e, di conseguenza, dal cancro. Quando però questi frammenti di genoma sono mutati, gli errori sulla doppia elica aumentano, e con essi anche la probabilità che cellule sane si trasformino in cellule tumorali. Si stima che in Italia vivano circa 150mila persone con la mutazione di BRCA 1 e/o BRCA 2.

Come anticipato, i risultati dello studio mostrano che i tumori associati a BRCA1 e BRCA2 comprendono, oltre a quelli di seno e ovaio, anche il cancro alla prostata, al pancreas e allo stomaco. Sono invece state escluse associazioni con altri tipi di neoplasie suggerite da studi precedenti, per esempio quella con il melanoma. I nostri dati "non possono confermare questo collegamento", ha detto Marc Tischkowitz, del Dipartimento di Genetica medica di Cambridge e coautore della pubblicazione.

Nel tumore della prostata

Dai dati, i ricercatori hanno stimato che gli uomini portatori di una mutazione in BRCA2 hanno un rischio di circa il 27% di sviluppare il cancro alla prostata prima degli 80 anni, un valore più che doppio rispetto a quello calcolato nei non portatori. Le mutazioni in BRCA1, al contrario, non risultano associate a un aumento del rischio di cancro alla prostata.

Nel tumore del pancreas e dello stomaco

"Avere una copia difettosa di BRCA1 o BRCA2 raddoppia il rischio di cancro al pancreas in entrambi i sessi - spiega Laura Ottini, del Dipartimento di Medicina molecolare della Sapienza e coordinatrice dello studio. "Inoltre, abbiamo scoperto - ha aggiunto - che le mutazioni triplicano il rischio di cancro allo stomaco sia negli uomini che nelle donne, sebbene il numero di pazienti nel set di dati fosse piuttosto limitato a causa della rarità di questa forma di cancro".

Nel tumore della mammella maschile

Il cancro della mammella negli uomini è una malattia molto rara, globalmente colpisce circa 1 uomo su 100.000, anche se nelle ultime due decadi la sua incidenza sembra stia aumentando. Le mutazioni a carico di entrambi i geni aumentano significativamente la probabilità di sviluppare questa forma di tumore nel corso della vita. Soprattutto BRCA2, la cui mutazione aumenta tale rischio di più di 40 volte, mentre una mutazione in BRCA1 lo quadruplica.

Test Brca, a che punto siamo?

Come si legge nel documento "Raccomandazioni per l'implementazione del test BRCA predittivo e preventivo nei tumori della mammella, dell'ovaio, del pancreas e della prostata", pubblicato lo scorso maggio dall'Aiom, sapere se un paziente è positivo al test BRCA permette di scegliere una terapia mirata e di intraprendere percorsi di prevenzione oncologica primaria e secondaria.

A che punto siamo oggi con i test genetici BRCA? "In alcune regioni - risponde Cinieri - si fa già la valutazione genetica anche dei familiari delle donne con carcinoma mammario positive al test BRCA e, recentemente, anche dei familiari degli uomini con tumore della mammella".

Ma "Questi risultati sottolineano l'utilità di estendere i test genetici per la ricerca delle mutazioni BRCA a una platea più ampia, che comprenda sia donne che uomini - come sottolinea Ottini: "Le stime che abbiamo fornito in questo studio - conclude - chiariscono il legame tra le mutazioni BRCA e il rischio oncologico e saranno la base per lo sviluppo di linee guida per la prevenzione sempre più efficaci e specifiche per i due sessi, in modo da garantire la migliore gestione clinica a tutti i pazienti e alle loro famiglie".

Crediti per l'immagine: ANIRUDH on Unsplash