Dieta mima-digiuno e metformina contro il tumore al seno più aggressivo

All'Istituto nazionale dei tumori di Milano è partito un nuovo studio che misurerà l’efficacia di un regime dietetico a basso contenuto di carboidrati e proteine sulle donne con il cancro al seno triplo negativo. Si testa anche il farmaco antidiabetico metformina
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Aumentare l’efficacia della chemioterapia sul tumore al seno con la dieta “mima-digiuno” e con la metformina, farmaco ben noto per il diabete. l presupposti scientifici per pensare che questa strategia combinata possa funzionare davvero ci sono, e sono solidi. Per questo all’Istituto nazionale dei tumori di Milano (Int) è partita una sperimentazione che coinvolgerà 90 donne, dai 18 ai 75 anni, con il tipo di tumore al seno più aggressivo, chiamato triplo negativo (non metastatico) e che non si sono ancora sottoposte all’intervento chirurgico.

Lo studio, finanziato da Airc, si chiama Breakfast ed è frutto di un'importante collaborazione tra la ricerca di base e quella clinica svolte presso l’Ifom - Istituto, Fondazione FIRC di Oncologia Molecolare, l’Istituto europeo di oncologia (Ieo) e l’Int di Milano. L’obiettivo è di avere delle risposte chiare su “se” e “quanto” la restrizione drastica e controllata di calorie - in particolare dei carboidrati e delle proteine, con effetto ipoglicemizzante - porti dei benefici, e se il suo effetto possa essere ulteriormente potenziato dal farmaco antidiabetico metformina.
 

La dieta-terapia

“E’ importante sottolineare che non parliamo di un regime alimentare ‘di prevenzione’ che tutti possono seguire, ma di una dieta sperimentale studiata e messa a punto per agire come se fosse una terapia vera e propria in persone già malate”, sottolinea Filippo de Braud, direttore di Oncologia medica ed ematologia dell’Int. La dieta è stata ideata dai ricercatori dell’Int e si basa su vegetali tipici della dieta mediterranea - soprattutto insalata, zucchine e verdure a foglia verde - olio di oliva e frutta secca: una combinazione pensata per apportare vitamine, minerali e grassi “buoni”, senza l’aggiunta di integratori, per un totale di 300-600 kcal al giorno per 5 giorni. Non sono previste proteine né da carne, pesce o formaggi né da legumi. Il regime è stato già testato dal punto di vista della tollerabilità e della sicurezza.  “Questo regime dietetico è in grado di produrre profonde modificazioni del metabolismo di zuccheri, aminoacidi e acidi grassi, agendo sul metabolismo della cellula tumorale”, spiega Claudio Vernieri, oncologo della Breast Unit dell’Int e Group Leader del programma “Riprogrammazione metabolica nei tumori solidi” dell’Ifom: “A differenza di quello che si può pensare, è un regime alimentare ben sopportato, come abbiamo visto anche coi precedenti studi, tanto da permettere di svolgere le abituali attività lavorative, ovviamente se non sono troppo dispendiose dal punto di vista fisico. Inoltre, abbiamo creato una rete stretta coi pazienti dai quali riceviamo tutte le sere via mail o sms un resoconto della giornata, e siamo disponibili in qualunque momento, compreso il weekend, per risolvere ogni dubbio o problema di salute. Questo tipo di supporto aumenta l’aderenza e riduce al minimo il rischio di effetti collaterali”.

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Lo studio Breakfast

Dopo la diagnosi e prima dell’intervento chirurgico, tutte le pazienti seguiranno la dieta ciclica mima-digiuno per 5 giorni ogni 21, per otto cicli in parallelo alla chemioterapia. Metà di loro, in aggiunta, assumerà la metformina. Per i tumori in stadio iniziale, infatti, sempre più spesso la cura prevede di somministrare la chemioterapia prima dell’intervento chirurgico, con lo scopo sia di ridurre le dimensioni del tumore sia di abbassare il rischio di ricaduta negli anni. Si è visto, infatti, che le pazienti che rispondono completamente a questa terapia - il che vuol dire che arrivano in sala operatoria senza segni di malattia visibile nella mammella e nei linfonodi - hanno una probabilità significativamente più alta di guarigione. “Attualmente, otteniamo una risposta patologica completa nel 45% delle pazienti e ci aspettiamo che la restrizione calorica, con o senza metformina, possa far arrivare questa percentuale fino al 65%. È una meta ambiziosa, ma i dati preclinici sono così forti da indicarci che questa potrebbe essere una strada rivoluzionaria”, continua Vernieri.

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L’effetto della metformina sui tumori

I ricercatori hanno deciso di testare anche l’effetto della metformina per la sua possibile attività antitumorale: “Questa attività potrebbe essere dovuta alla capacità della metformina di ridurre i livelli ematici di alcuni ormoni che favoriscono la crescita tumorale”, spiega Saverio Minucci, direttore del programma “Nuovi Farmaci” all’Istituto Europeo di Oncologia e ordinario all’Università di Milano, che in uno studio su Cancer Cell ha dimostrato come la combinazione della metformina con una dieta ipoglicemizzante causi uno stress metabolico che può innescare la morte delle cellule tumorali attraverso l’attivazione di un enzima (PP2A).
 

Gli studi sulla dieta mima digiuno negli altri tumori

I tumori al seno triplo negativi rappresentano circa il 15-20% dei 53 mila casi diagnosticati ogni anno. I ricercatori hanno deciso di concentrarsi su queste neoplasie perché sono i più difficili da trattare, dal momento che non presentano nessuno dei tre “punti deboli” noti del cancro al seno, per i quali esistono già delle terapie mirate (da qui il nome di triplo negativo). L’immunoterapia ha dato risultati incoraggianti e si è in attesa dell’approvazione di un primo farmaco immunoterapico, ma per il momento, nella maggior parte dei casi, per questo tipo di cancro al seno si ricorre alla sola chemioterapia. Altri studi, però, stanno testando la stessa dieta mima-digiuno su altri tumori. “La stiamo utilizzando da tempo nell’ambito delle nostre ricerche, con obiettivi diversi”, dice De Braud: “Lo studio DigesT, per esempio, valuta le modificazioni indotte dalla dieta restrittiva nel caso del tumore della mammella e del melanoma, mentre lo studio FAME sta studiando l’efficacia del farmaco antidiabetico metformina, con o senza dieta restrittiva, in associazione alla chemioterapia in pazienti con tumore del polmone metastatico caratterizzato da una specifica alterazione”. “Tutti speriamo che lo studio Breakfast possa rappresentare solo il primo passo”, conclude conclude Minucci: “Ci sono tutti i presupposti perché la collaborazione fra i nostri Istituti per la messa a punto di nuove terapie metaboliche dei tumori continui a lungo”.