I reati si commettono perché la Giustizia non spaventa

È insopportabile il delitto commesso dagli assassini di Willy, ma è insopportabile anche che per quei due assassini fosse pagato ogni mese il reddito di cittadinanza. Non mi chiedo chi faceva domanda per loro, chi allegava la documentazione, e nemmeno chi la controllava: è una truffa, e di truffe così ce ne sono tante. Mi domando un'altra cosa: adesso che li hanno scoperti, che piangono miseria ma sono coperti d'oro (letteralmente: oro alle dita, ai polsi, al collo), come vengono puniti? I giornali fanno i conti: devono restituire i soldi presi illecitamente, per un totale di circa 30mila euro, più una ammenda. Non mi sembra abbastanza. Fare un reato, rubare soldi allo Stato, è bello, è comodo, è piacevole, e se ti scoprono non corri un grande rischio. La punizione del reato non fa paura. Per questo si fanno i reati. La Giustizia non spaventa. Adesso c'è perfino l'assassino di don Roberto, reo confesso fino a due giorni fa, che improvvisamente cambia versione: «Non l'ho ucciso io, non c'entro niente con quella storia». Perché questo voltafaccia? Perché adesso ha un avvocato, se non te lo puoi pagare te l'assegnano d'ufficio, e qualunque avvocato, per quanto scalcinato o scadente, sa una cosa: che l'accusato ha interesse a negare, mentire non gli costa niente. C'è stato un assassino che è entrato in prigione, ha ucciso crudelmente, ma al momento di entrare in cella ha chiesto: «Adesso dovrò sempre bere acqua di rubinetto?». Sì, fratello mio, quando hai sete metti la bocca sotto il rubinetto e bevi, perché, volevi acqua minerale? Liscia o gassata?

Non c'è paura della Giustizia, non c'è paura della pena. Di fronte ai membri della 'ndrangheta scoperti a ricevere il reddito di cittadinanza, quel che ci aspettavamo era che restituissero tutto il denaro illecitamente ricevuto, sì, ma anche pagassero una multa "consistente", e non importa se per pagarla devono vendere la casa, e poi che si risalisse la scala di tutti coloro che hanno visto e approvato quella pratica. Una pratica illegale va stroncata in chi la avvia ma anche in chi la asseconda, la fa procedere e la conclude. Ci saranno le firme sui documenti. Da quelle si risale ai funzionari che hanno approvato e garantito. Sarebbe giusto che ne rispondessero personalmente, anche dal punto di vista economico.Chi lavora nel o per lo Stato dev'essere di assoluto affidamento. Se non dà affidamento, sloggia dal suo posto risarcendo i danni che ha fatto. Adesso salta fuori questo problemaccio delle candidature illegali nelle liste per le quali si vota domenica prossima: ci sono 13 nomi di inquisiti per mafia o camorra o 'ndrangheta, e per legge non potevano esserci. Escluderanno quei nomi? O è troppo tardi? Sarebbe giusto escluderli, ma non si dovrebbe escludere anche quelle liste, quei partiti? Un partito che candida malavitosi va cancellato dalla scheda. È così che i partiti comincerebbero ad avere paura della Giustizia. Com'è giusto.

 

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