Stefano Baia Curioni: “Nuovi equilibri tra l’ambiente e le persone e nei musei più attenzione ai visitatori”

Stefano Baia Curioni e il cortile del Museo di Palazzo Te

Il direttore di Palazzo Te e il cambio di relazione tra l’uomo e il pianeta

«Siamo chiamati a un riequilibrio delle nostre relazioni con l'ambiente e quindi anche la nutrizione deve cambiare». Stefano Baia Curioni, direttore di Palazzo Te che ospita la tappa a Mantova del tour l'Alfabeto del Futuro, ritiene sia «un appello molto forte, più sentito nei giovani, ma che non riguarda solo la salute personale quanto piuttosto la sostenibilità complessiva della vita».

Sta cambiando, quindi, la sensibilità anche verso un'alimentazione più rispettosa dell'ambiente?

«La vera complessità è comprendere come mettere in pratica questa istanza, trasformando un principio in scelte di consumo, produzione e distribuzione. C'è molta strada da fare ma è possibile compiere un percorso verso una agricoltura più naturale ma che allo stesso tempo sia sostenibile economicamente. Proprio la tradizione agraria ed enogastronomica è un settore fondamentale per Mantova».

Come state affrontando l'argomento a Palazzo Te?
«Abbiamo a cuore questo tema. La cultura della cura personale fa parte di ciò che noi facciamo ad esempio con la scuola di Palazzo Te che ha attivato un percorso di relazione con il proprio corpo, armonizzazione e consapevolezza del movimento. Inoltre abbiamo dedicato questo anno a Venere. Ci sembrava importante riflettere sull'armonia tra cielo e terra e il corpo è una parte fondamentale di questa riflessione. L'anno prossimo, invece, il tema portante sarà l'arte di vivere e anche in questo caso l'alimentazione sarà un aspetto centrale».

Come sta andando questo inizio di estate per il museo?
«Le visite stanno ripartendo, già solo lo scorso weekend abbiamo avuto oltre 1500 persone. Abbiamo imparato, da quello che è successo, l'importanza di curare la relazione con ogni singolo visitatore. Tutti i musei, prima, consideravano le persone come dei flussi: una massa indefinita che veniva gestita in quanto massa. L'attenzione dei curatori era rivolta alle opere. Oggi, invece, dobbiamo porre attenzione sulla relazione con chi entra e questo si traduce in una serie di passaggi per costruire un legame già prima della visita fisica. Un esempio? Stiamo cercando di coinvolgere i residenti con una card mensile che consente di accedere quante volte si vuole al costo di un caffè. All'interno del palazzo, invece, ci stiamo concentrando su un percorso più fruibile grazie a strumenti multimediali. Più che i numeri, conterà la qualità delle relazioni».

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