Entro cinque anni Interporto Padova raddoppierà i suoi volumi

All’Alfabeto del Futuro Franco Pasqualetti, presidente della Spa padovana: «Per lo sviluppo servono però nuovi binari»  

PADOVA. «Entro 5 anni siamo pronti a raggiungere i 500mila teu movimentati, raddoppiando i volumi di 2 anni fa». A dirlo il presidente di Interporto di Padova Franco Pasqualetti, intervistato dal direttore del giornali veneti del gruppo Gnn Fabrizio Brancoli.

«Nel 1973 Franco Volpato, presidente della Camera di Commercio di Padova aveva pensato a una piattaforma logistica che potesse rispondere alle esigenze del tessuto economico veneto» ha ricordato Pasqualetti. «Da quell’idea nacque l’Interporto di Padova, una società e un neologismo entrato nell’italiano comune. In tempi più recenti, il binomio Zilio-Giordani, l’uno alla presidente della Camera l’altro alla guida della società di logistica che ora io presiedo, scelsero di scommettere sulle gru a portale elettriche. Antonio Santocono, l’attuale presidente della Camera di commercio, assieme al sindaco Giordani, sono i protagonisti di un nuovo significativo aumento di capitale che ci permette di contare su di una quinta gru a portale ma anche su un programma di automazione che ci darà un nuovo vantaggio competitivo nei prossimi anni».


Per Pasqualetti il nodo vero del futuro sta nella forza dei servizi che la struttura offre ai suoi interlocutori. «Interporto è una società a partecipazione pubblica che si confronta ogni giorno con un mercato duro come quello della logistica» ha spiegato.

«La piena automazione di 3 delle 5 gru a portale elettriche che stiamo programmando, un sistema che riguarderà, già in prima battuta il 45% delle merci movimentate ogni giorno dai nostri terminal, va proprio nel senso di un aumento ulteriore dell’efficienza della struttura. Un’operazione che guarda a una maggiore sicurezza per il personale, a un’incrementata produttività e al miglioramento ulteriore della marginalità delle nostre operazioni. Perché automazione digitale non è sinonimo di riduzione dei lavoratori, anzi: questi gli investimenti che ci spingono a crescere e crescendo ad assumere altri professionisti, com’è successo anche quest’anno con ingesso di altre 10 persone nei nostri organici».

Proseguono nel frattempo i lavori per la realizzazione di nuove banchine di carico, questa volta dedicate a quei semirimorchi che scelgono la via alternativa della rotaia a quella della strada.

«Questa è una direttrice di sviluppo strategica» conclude Pasqualetti «sia in una chiave di sostenibilità ambientale che economica. Interporto è una struttura eccellente che nel futuro ha le potenzialità per una crescita dei volumi anche di molto superiore agli obiettivi dei 500mila teu che ci siamo dati nei prossimi 5 anni. Ma per fare questo servono nuovi collegamenti ferroviari che ci permettano di interferire il meno possibile con il traffico della stazione centrale di Padova». —

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