Olimpiadi, Malagò duro sul fallimento della scherma: “Siamo andati decisamente male”

Per il presidente del Coni non aver vinto neppure un oro «è una cosa che amareggia tanto e comporterà riflessioni in merito». Il ct Cipressa: sono pronto al confronto e a un mea culpa se necessario ma non accetto voltafaccia ''disgustosi''

DALL’INVIATO A TOKYO. «La scherma male, decisamente male». Il presidente del Comi, Giovanni Malagò si arrabbia per l’ultima sconfitta. Il fioretto a squadre è appena stato eliminato dal Giappone e il numero uno dello sport italiano torna a criticare la scherma. «Oggi era l'ultimo giorno per fare qualcosa di importante e invece non siamo neanche in zona medaglie. E' una cosa che ci amareggia tanto, questo sicuramente comporterà riflessioni in merito».

Nell’incontro che chiude il programma della scherma, Alessio Foconi, Daniele Garozzo e Giorgio Avola (che ha sostituito l'infortunato Andrea Cassarà) sono stati sconfitti dai padroni di casa per 45-43.

Paolo Azzi, il presidente di Federscherma, cerca di promuovere una svolta: «Da domani le gerarchie olimpiche si azzerano, i vecchi assetti non valgono più. Purtroppo i nostri giovani non hanno avuto modo di mettersi in evidenza e di scalzare gli anziani. Questo processo di selezione deve ripartire subito. Detto questo - aggiunge Azzi - il bilancio non può essere soddisfacente, soprattutto se analizzato a caldo dopo l’eliminazione della squadra del fioretto, eliminazione che brucia visto il valore della nostra squadra. Nel complesso è mancato l’oro, e questo pesa, poi sono mancate medaglie in specialità in cui era lecito attendersele, ma tre medaglie d’argento e due di bronzo sono comunque un bottino importante».

Anche Maurizio Randazzo, il capodelegazione, pone l’accento sui meccanismi che hanno impedito un fisiologico rinnovamento: «Abbiamo saltato due Mondiali giovanili per colpa del Covid. Diversamente, molti giovani si sarebbero messi in evidenza e avrebbero funzionato da stimolo per i vecchi».

Chiamato in causa da Elisa Di Francisca, oro a Londra 2012 e argento a Rio 2016, attualmente a casa in maternità (“non è all’altezza di fare il ct”), nella vicenda interviene anche il commissario tecnico del fioretto:  “Chi vince festeggia e chi perde impara. Non ho alcuna voglia di censurare le critiche che mi vengono mosse, purché esse siano costruttive e non si limitino a una violenza verbale inaudita e insulti pesanti e gratuiti che scaturiscono da odi, antipatie personali e faide di fazioni opposte. Sono pronto al confronto e a un mea culpa se necessario ma non accetto voltafaccia ''disgustosi'' da chi, fino a poco tempo fa, mi osannava con messaggi di stima, apprezzamento e affetto. A volte però tacere è di una raffinatezza indiscussa”.

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