L’Ue rinnova l’appello a vaccinarsi: “Resta l’opzione migliore per combattere il Covid”

L’esecutivo comunitario ha firmato un accordo di acquisto preliminare con Novovax per un totale di 200 milioni di dosi

«La vaccinazione completa è la chiave per la protezione contro il COVID-19 grave, comprese le malattie causate dalla variante Delta». Dall’Europa della scienza e della salute arriva il messaggio diretto a tutti i no-vax, che si tratti di scettici, timorosi o contrari incalliti. Di fronte all’aumento dei contagi e alle sempre più forti resistenze all’unico strumento utile per la sicurezza personale e collettiva, Agenzia europea del farmaco (EMA) e Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (ECDC) rinnovano l’appello alla punturina.

I due organismi UE lavorano insieme per smentire le voci dell’inutilità del vaccino. I vaccini approvati e autorizzati «sono molto efficaci», ribadisce Fergus Sweeney, capo degli studi clinici e della produzione dell'EMA. Finché il virus resterà in circolo però i contagi resteranno, e interesseranno anche le persone già vaccinate. Attenzione, però: «Questo non significa che i vaccini non funzionino». Semplicemente, spiega l'esperto, «le persone vaccinate sono molto meglio protette contro il COVID-19 grave rispetto alle persone non vaccinate e dovremmo tutti sforzarci di essere completamente vaccinati alla prima occasione».

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Il punto è che nessun vaccino è efficace al 100%, e dunque «un numero limitato» di infezioni da COVID possono verificarsi anche tra le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Con la differenza che le persone vaccinate evitano di finire in terapia intensiva. «I vaccini possono prevenire in larga misura malattie gravi e ridurre notevolmente il numero di persone in ospedale a causa del COVID-19», sottoliena Mike Catchpole, capo scienziato dell'ECDC. I no-vax se ne facciano una ragione, «i vaccini rimangono la migliore opzione disponibile per evitare un aumento delle malattie gravi e della morte».

In quest’ottica la Commissione europea continua all’ampliamento del proprio portafogli vaccinale. L’esecutivo comunitario ha firmato un accordo di acquisto preliminare con Novovax per un totale di 200 milioni di dosi extra di siero anti-Coronavirus. L’UE si aggiudica il diritto di prelazione su un prodotto non ancora autorizzato ma al vaglio dell’Agenzia del farmaco. Se tutto va bene, si potrebbe iniziare ad averlo sul mercato nel quarto trimestre dell’anno, quindi da ottobre.

Una volta riconosciuto sicuro ed efficace dall’EMA, il vaccino Novavax potrà essere acquistato dall’esecutivo comunitario per conto dei Ventisette. Il contratto prevede la fornitura di 100 milioni di dosi, con un'opzione per altre 100 milioni di dosi aggiuntive nel corso del 2021, 2022 e 2023.

La strada da seguire è quella tracciata, e lo ripete anche la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen. «Poiché nuove varianti del coronavirus si stanno diffondendo in Europa e nel mondo, questo nuovo contratto con un'azienda che sta già testando con successo il suo vaccino contro queste varianti è un'ulteriore salvaguardia per la protezione della nostra popolazione».

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