Coronavirus in Italia, il bollettino del 16 settembre: 5.117 nuovi casi, 67 decessi. Indice di positività all’1,7 per cento

Risalgono da 4.830 a 5.117 i contagi oggi in Italia. Sono invece 67 i decessi mentre il tasso di positività sale di due decimali all’1,7%. Sono 9 in meno i ricoverati in terapia intensiva e 110 quelli nei reparti di medicina.

Calano da 628 a 573 i casi in Lombardia dove si contano 9 vittime mentre il tasso di positività scende si un decimale all’ 1,1%.
Casi in discesa da 306 a 263 anche in Piemonte dove il tasso di positività dall1,5 cala all1,2%.

In Veneto salgono da 525 a 613 i nuovi casi di Covid-19 e tre decessi nelle ultime 24 ore. Crescono i malati attualmente in carico, che sono 12.456 (+37) ma calano i ricoveri nei reparti ordinari, che sono 261 (-11); e rimane invariato a 50 il numero di pazienti in terapia intensiva.

I nuovi casi di Coronavirus registrati in Toscana nelle ultime 24 ore sono 435 su 16.498 test di cui 7.746 tamponi molecolari e 8.752 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 2,64% (7,3% sulle prime diagnosi). Rispetto a ieri il numero dei nuovi positivi è aumentato (erano 373) mentre il numero dei test effettuati è diminuito (erano 19.102), di conseguenza il tasso è salito (era 1,95%).
In calo da 371 a 314 i contagi nel Lazio, dove si contano 3 decessi contro i sei di ieri.

In Puglia salgono da 189 a 248 casi su 13.931 test per l'infezione da Covid-19, con una incidenza dell'1,78%. È stato registrato un decesso. Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 3.497.003 test e sono 3.368 i casi attualmente positivi. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 266.706 e sono 256.579 i pazienti guariti.
Scendono da 299 a 203 i casi in Calbria  dove si contano sei vittime mentre l’incidenza dei casi è a quora 84.1.

Dai decessi per Covid ai contagi, la settimana 8-14 settembre, rispetto alla precedente, ha visto tutti i numeri in calo: scendono -14,7% i nuovi casi (33.712 rispetto a 39.511), del -6,7% i decessi (389 rispetto 417), dell'-8,8% le persone in isolamento domiciliare (117.621 rispetto a 128.917), del -3,3% i ricoveri con sintomi (4.165 rispetto a 4.307) e del -1,6% le terapie intensive (554 rispetto a 563). Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che sottolinea come in ospedale ci siano «quasi esclusivamente persone non vaccinate».
«Continuano a diminuire i nuovi casi settimanali - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - mentre solo 4 Regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi». Inoltre, «solo in 2 Province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Siracusa (178) e Messina (168). In calo anche i decessi: 389 negli ultimi 7 giorni (di cui 52 riferiti a periodi precedenti), con una media giornaliera di 56 rispetto ai 60 della settimana precedente». «Sul fronte ospedaliero - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari del Gimbe - dopo 8 settimane di aumento si registra una lieve riduzione dei posti letto occupati da pazienti Covid-19, che scendono del 3,3% in area medica e dell'1,6% in terapia intensiva». «Iniziano a scendere anche gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - spiega Marco Mosti, direttore Operativo Gimbe - con una media mobile a 7 giorni di 36 ingressi al giorno rispetto ai 42 della settimana precedente».

Cala l'incidenza dei contagi da Covid in Italia e se ne accorge anche l’Europa. Secondo l'aggiornamento settimanale delle mappe elaborate dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), Marche, Toscana e Sardegna tornano in giallo. Restano invece rosse Basilicata, Calabria e Sicilia. Nel resto d'Europa la situazione migliora anche in Portogallo, Nord della Francia, Fiandre (Belgio) e in alcune regioni della Spagna. Le aree a più alta incidenza, colorate in rosso scuro sulla mappa, si trovano nell'Irlanda nord-occidentale, nella Francia meridionale al confine con l'Italia, e in Slovenia.

Si avvicina l’autunno e con la cattiva stagione anche il rischio di andare in confusione tra sintomi del Covid e influenzali. Ma vaccinare contemporaneamente contro entrambi, «si può fare ed è sicuro», come mostrano recenti dati e i pareri favorevoli di diverse società scientifiche. A indicare una possibile strada, in occasione dell'inizio della somministrazione della terza dose di vaccino contro il Sars-Cov-2, è il presidente della Società Italiana di Medicina Generale e della Cure Primarie (Simg) Claudio Cricelli, che spiega come questa opzione potrebbe aiutare a «ottimizzare l'impiego di risorse e a fronteggiare entrambi i virus».
Finora il vaccino anti-Covid è stato consigliato a distanza di circa un mese dalle altre vaccinazioni. Tuttavia, nelle ultime settimane, la CDC ha pubblicato dei documenti che attestano come nel caso di vaccini a Rna e a vettore virale, non vi siano problemi ad effettuare una somministrazione contemporanea ad altri vaccini non vivi, quale è quello dell'influenza. Manca ancora il pronunciamento di Ema ed Aifa, mentre negli USA la comunità scientifica si è schierata apertamente con l'ipotesi della doppia vaccinazione simultanea basata sulla co-somministrazione.

Video del giorno

La top model Gisele Bündchen salva una tartaruga marina intrappolata in una rete e la libera in mare

La guida allo shopping del Gruppo Gedi