Catania, venti arresti per spaccio di droga. Coinvolti anche bambini di 10 anni

Avevano il compito di incassare i soldi e indicare ai clienti dove ritirare la sostanza stupefacente

Il sistema di spaccio prevedeva il coinvolgimento di bambini di circa dieci anni, che avevano il ruolo di incassare i soldi e di indicare ai clienti dove ritirare la sostanza stupefacente. In un’operazione svolta questa mattina all’alba, i Carabinieri di Catania hanno emesso un’ordinanza di custodia cautelare per venti persone – di cui due attualmente irreperibili – indagate a vario titolo dei reati di tentata estorsione, estorsione in concorso, associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, reati tutti aggravati dal metodo mafioso, per essere stati commessi avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche di un'associazione mafiosa.

L’operazione «Quadrilatero» ha portato allo smantellamento di tre piazze dello spaccio di cocaina, crack e marijuana nel popolare quartiere catanese di San Cristoforo, zona San Cocimo, la roccaforte degli affiliati all'omonimo gruppo criminale, organico alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano. 

Catania, smantellata piazza di spaccio: coinvolti anche bambini di 10 anni

Tra gli arrestati anche Concetta Zuccaro, 67 anni, sorella del boss ergastolano Maurizio, capo del gruppo. Quindici degli indagati, comprese Concetta Zuccaro e altre due donne, sono destinatari di un provvedimento restrittivo in carcere, sei si trovavano già dietro le sbarre. Tre sono invece stati posti ai domiciliari. Tra i destinatari dell'ordinanza in carcere c'è anche Roberto Spampinato, 50 anni, che la Dda indica come «figura di elevata caratura criminale, ritenuta contigua al gruppo di 'San Cocimo».

I carabinieri del Comando provinciale e della compagnia Fontanarossa hanno anche rinvenuto un libro contabile, la «carta delle piazze di spaccio», dove venivano annotati i proventi dell'attività illecita e il quantitativo di droga venduto quotidianamente. Sono state scoperte anche due tentate estorsioni, a una farmacia e a una concessionaria di autovetture, e un’estorsione riuscita riuscita, col metodo del «cavallo di ritorno», per restituire al proprietario un'auto rubata.

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