Torre del Nera, l’albergo diffuso nel cuore dell’Umbria

Una via del borgo di Scheggino dove si affacciano le stanze e gli appartamenti dell'albergo diffuso Torre del Nera

Una visita al borgo medievale di Scheggino, dove Dante si sentirebbe a casa

Il concetto di “albergo diffuso” è nato in Friuli dopo il terremoto. Amministratori locali e imprenditori si misero insieme per rivitalizzare paesi distrutti e che rischiavano di non riprendersi; realizzare hotel di tipo non tradizionale, con stanze e appartamenti distribuiti nelle case e nelle strade ricostruite, si è rivelato un buon modo per dare una seconda opportunità a piccoli centri in difficoltà. Oggi gli alberghi diffusi in Italia sono 280, e la formula è slegata da quella originaria del recupero di borghi agonizzanti, anzi spesso è il contrario: sono proprio i piccoli gioielli a essere riconvertiti in questo modo. È il caso di Torre del Nera-Albergo diffuso & spa che si trova a Scheggino, in provincia di Perugia. Il direttore Fulvio Badetti ha una visuale mondiale sul fenomeno: ha diretto hotel in mezza Europa e ai Caraibi e insegna al Master di Turismo dello Ied a Roma e alla Scuola universitaria europea per il Turismo di Milano. Dice: “Quella dell’albergo diffuso è l’unica formula turistica creata in Italia e imitata all’estero, dopo che ne abbiamo importare tante altre, tipo bed&breakfast eccetera”.

Uno scorcio della sala del ristorante di Torre del Nera


Nel caso di Torre del Nera all’origine c’è una famiglia di imprenditori bergamaschi dediti a tutt’altro: Gabriele Giannattasio fondò nel 1967 la Iterchimica, leader nel mercato degli additivi per asfalti, azienda che si è distinta ancora di recente per il brevetto di un additivo al grafene. Ma in parallelo con l’attività principale Giannattasio ha scoperto e coltivato una vocazione per il turismo ecosostenibile: due alberghi a Livigno nei primi anni ’70, poi esperienze esotiche in Amazzonia e a Los Roques. In Italia la nuova zona prescelta è la Valnerina, nel cuore verde dell’Umbria; la scoperta di Scheggino da parte di Gabriele Giannattasio risale a una ventina d’anni fa: “Ci capitai quasi per caso, durante un viaggio di lavoro. Ricordo uno scenario naturale pazzesco, un borgo e un territorio distrutti e depressi che, secondo me, dovevano e potevano tornare a vivere. Oggi gli ospiti trovano qui una seconda casa, e il paesaggio intorno fa il resto”. Il luogo è stato ricostruito ispirandosi ai principi dell’architettura originaria, che era già di suo ecosostenibile; e le antiche case in pietra hanno ripreso vita.

In alto una vista d'insieme di Scheggino e qui sopra la spa dell'albergo Torre del Nera


Il capostipite è tuttora attivo in entrambi i rami di attività della famiglia, mentre nella seconda generazione (un figlio e due figlie) è soprattutto Mariella Giannattasio a occuparsi della parte turistica; incontrata in loco, parla con passione di Torre del Nera e dell’Umbria tutta, che (dice) “è meno promossa di altre regioni italiane, ma non ha niente da invidiare alla Toscana”. E in effetti, dopo aver girato per quattro o cinque giorni in Umbria facendo base alla Torre, viene da pensare che se Dante tornasse fra noi si sentirebbe di casa qui in Umbria, che ha conservato nel paesaggio naturale e in borghi come Scheggino un aspetto medievale forse ancora più genuino di quello della sua natìa Toscana (dove si è stratificato molto altro, che richiama al Rinascimento e alle epoche successive).

Tutti gli ambenti sanno di Medioevo, in versione deluxe. Le camere e gli appartamenti sono diversi fra loro per struttura e arredamento, non ce ne sono due uguali

L’albergo diffuso di Torre del Nera ha 12 camere nel corpo centrale del borgo di Scheggino e 16 appartamenti sparsi fra i vicoli acciottolati; naturalmente ogni camera e ogni appartamento rappresentano un unicum, sia come struttura edilizia sia come arredamento. E nel Medioevo del  secolo non si rinuncia al comfort. La spa occupa 400 metri quadrati ricavati nella roccia scheggiata della Torre con ampia piscina riscaldata, zona relax dedicata al percorso sensoriale e proposte varie. Il ristorante offre cibi a chilometro zero (la cucina umbra è ricca) e l’hotel si propone come punto di partenza per la scoperta sia storico-artistica sia naturale della regione; i centri urbani più noti dell’Umbria si trovano tutti a distanze che si coprono da mezz’ora a un’ora o poco più di auto; i percorsi enogastronomici possono essere a raggio ancora più breve,  e quando si vuol lasciare la macchina parcheggiata ci sono tragitti con biciclette a pedalata assistita oppure si può andare a cavallo in un vicino ranch, o fare rafting, oppure trekking, oppure ancora dimenticare tutte queste parole in inglese e semplicemente passeggiare. Il prossimo progetto è organizzare spedizioni di ricerca di tartufi con guide esperte.

La reception dell'albergo Torre del Nera è un po' staccata dal borgo e immersa nel verde che circonda Scheggino

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