L’Università pioniera nell’informatica adesso ne esplora le nuove frontiere

Il professor Roberto Pinton, rettore dell'Università di Udine, racconta come mai l’ateneo si è imposto a livello nazionale come uno dei centri più importanti per la ricerca sulle nuove tecnologie informatiche. Proprio l’aula magna Kolbe ospita la tappa di “Alfabeto del futuro” dedicata all'evoluzione digitale.

Da dove arriva la vocazione per le ultime frontiere della tecnologia?
«L’Università di Udine nasce per iniziativa popolare immediatamente dopo il terribile terremoto che colpì il Friuli nel 1976 come simbolo di speranza e di rinascita. Fin da subito fu deciso di puntare su discipline innovative come l’Informatica (quinto attivato in Italia), Conservazione dei beni culturali (primo attivato in Italia) e Tecnologie alimentari (secondo attivato in Italia). Così nell’Anno Accademico 1979/80 fu attivato il Corso di Laurea in Scienze dell’Informazione. A distanza di più di quarant’anni possiamo affermare con certezza che fu una scelta lungimirante, che seppe cogliere le enormi potenzialità della nuova disciplina».

Come si è sviluppato lo studio dell’informatica?
Nei decenni successivi, l’informatica a Udine è cresciuta e si è consolidata, diventando un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale. Attualmente, con due lauree triennali, due lauree magistrali, il dottorato di ricerca e le lauree interclasse offerte presso la sede di Pordenone, l’Università di Udine continua ad attrarre studenti nell'area della computer science. I laureati triennali dell'Ateneo udinese sono circa 1500, 1600 i laureati magistrali».

La settimana scorsa avete inaugurato cinque nuovi laboratori informatici presso l’Uniud Lab Village, polo per il trasferimento tecnologico sostenuto da Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. A cosa sono dedicati?
E’ un’area interamente destinata allo sviluppo di nuove soluzioni nei campi più avanzati delle tecnologie digitali al servizio del territorio. I laboratori opereranno in sinergia fra il dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’Ateneo e aziende ed enti del territorio. In particolare, saranno dedicati ai settori della cybersecurity, della realtà virtuale e aumentata e della visione artificiale, dei sistemi autonomi, dell’intelligence e security, dell’Internet of things e robotica. La creazione di questi nuovi laboratori di ricerca, destinati a tematiche così attuali nell’ambito delle tecnologie digitali e trainanti dal punto di vista dell'innovazione, contribuirà a favorire il processo di accelerazione dell’innovazione nel territorio regionale già avviato da qualche anno. L’auspicio è che questi nuovi insediamenti possano costituire un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per gli studi sull'intelligenza artificiale».C. L.

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