Generali: dopo Caltagirone anche Bardin lascia il Cda per scelte e modalità su lista

Romolo Bardin, consigliere indipendente di Generali e membro dei Comitati per le Nomine e la Remunerazione; per gli Investimenti; per le Operazioni strategiche; per le Operazioni con Parti Correlate, ha comunicato le proprie dimissioni dal consiglio. Bardin, amministratore delegato della Delfin di Leonardo Del Vecchio, ha motivato le proprie dimissioni, che seguono quelle di Francesco Getano Caltagirone «riferendosi alle modalità operative e ad alcune scelte del Consiglio e dei Comitati a cui partecipa, con particolare riguardo anche al processo di formazione della lista del Cda». 

La mossa era comunque nell’aria dopo che Bardin, a capo della holding Delfin che detiene il 6,6% di Generali, si era detto «non disponibile» a un terzo mandato. In questo modo il manager preparava il campo per entrare a nella lista concorrente, che i tre pattisti Generali - con i due grandi soci privati c’è anche Fondazione Crt - contano di presentare nel mese di febbraio. Il loro intento è convincere “il mercato”, padrone di un 35% circa di Generali, a preferirla alla lista del cda uscente, che includerà l’ad Philippe Donnet per un suo tris.

Di solito le liste espresse dai cda piacciono agli investitori istituzionali, e sono la norma per le aziende globali. In più, il recente giro di presentazione di Donnet tra i fondi, dopo il piano 2024 diffuso un mese fa, avrebbe riscosso consensi diffusi, almeno a parole (l’andamento di Borsa nel mese registra un lieve calo).

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