Turismo: Trieste punti su mare, mobilità e formazione per crescere

Ente camerale, Fipe e Federalberghi: patto fra le categorie così da far emergere personale preparato al meglio nel settore

TRIESTE Miglioramento della mobilità con un occhio di riguardo all’ambiente, sconti per chi sceglie mezzi ecosostenibili per arrivare in città, crociere giornaliere nel golfo, rilancio dei marina e degli eventi culturali e, su tutto, un patto tra le categorie per offrire a chi lavorerà nel settore del turismo una formazione mirata e in grado di fare la differenza. Ecco alcune delle proposte per far decollare definitivamente la Trieste turistica. A suggerirle sono tre esponenti di spicco: i presidenti di Camera di Commercio, Fipe e Federalberghi Antonio Paoletti, Federica Suban e Guerrino Lanci. Spunti che nascono dal confronto su un tema quantomai variegato: «Cosa serve a Trieste per sviluppare il turismo del futuro?».

TURISMO OVER 60

«Trieste, per le sue caratteristiche, è perfetta per il turismo di chi ha dai 60 anni in su, sia italiani che stranieri – afferma Paoletti –. Parliamo tendenzialmente di pensionati, con buona disponibilità economica. Dobbiamo dotare la città di offerte e infrastrutture mirate per questo target, pensare a integrare pacchetti che comprendano anche almeno una giornata in Slovenia e in Austria. Un turista straniero tornerà così a casa potendo raccontare di aver visitato tre Paesi in pochi giorni».

«Il futuro del turismo, certo, sarà nelle infrastrutture di forte attrazione – rimarca il numero uno dell’ente camerale –, penso al Parco del Mare, al Porto vecchio, ma dobbiamo anche valorizzare di più il mare. I nostri marina potrebbero mettere a disposizione del turista gommoni e barche, andrebbero coinvolti i pescherecci per escursioni di pescaturismo e degustazioni a bordo. E poi piccole crociere nel golfo. Anche la Città della scienza può essere un attrattore importante. E poi c’è da affrontare la questione mobilità sostenibile: perché non premiare il turista che arriva in treno con voucher e sconti per alberghi e musei?».«In questo momento la carenza di personale qualificato per i mestieri legati al turismo è un problema – aggiunge Paoletti –. Sapere bene le lingue, anzitutto, è fondamentale. Dobbiamo valorizzare e gratificare di più i tassisti che svolgono spesso, di fatto, una funzione di guide turistiche. Preoccupa la mancanza di parcheggi accentuata dalla chiusura delle Rive per accogliere i crocieristi. Dobbiamo aumentare i posti auto e aggiungere display per segnalare in tempo reale la disponibilità».

IL SISTEMA DELL’ACCOGLIENZA

Mobilità in vetta alle priorità secondo Suban: «I nostri clienti si lamentano spesso di quanto sia difficile raggiungere Trieste, tanto in auto quanto via treno – osserva l’esponente della Fipe –: ci si mette meno ad arrivare da Napoli a Milano che da Trieste a Milano. Quindi puntare su nuove infrastrutture da questo punto di vista è essenziale. Poi dobbiamo ragionare in un’ottica di sistema: un sistema dell’accoglienza che connetta le bellezze paesaggistiche, architettoniche e le attrattive enogastronomiche del territorio in modo sempre più integrato. Carso e Trieste non devono essere entità separate». «Per trattenere i turisti – sottolinea Suban – serve allargare il raggio a tutta la Venezia Giulia, compresi Muggia, Grado e il Collio. E poi tornare a offrire eccellenze culturali: penso all’operetta, che funzionava alla grande, e investire di più sugli eventi espositivi. Naturalmente se vogliamo crescere ancora serve la formazione: scuole ad hoc e corsi di lingue. Il turismo richiede determinate professionalità e noi siamo indietro, non abbiamo la vocazione della Riviera Romagnola dove sono strutturati da generazioni».

UN NUOVO ISTITUTO

Insomma, l’importanza della formazione mette d’accordo tutti. «Dobbiamo diffondere l’idea che il turismo è un mestiere ad alta professionalità, che offre prospettive importanti di carriera – evidenzia Lanci –. Professionalità che non si improvvisa, ma presuppone competenze linguistiche, relazionali, fiscali e informatiche. Ecco perché stiamo lavorando per far nascere un nuovo Its dedicato al turismo, su due sedi: una nell’area triestina e una in quella udinese». «Sostenibilità, tutela dell’ambiente e mobilità saranno temi fondamentali per il turismo del futuro – ribadisce il presidente di Federalberghi –. Oltre a puntare su fotovoltaico e comunità energetiche va migliorata l’accessibilità alla città, creando parcheggi poco al di fuori del centro e pedonalizzando. Va potenziato il collegamento col Carso e l’ovovia da questo punto di vista è una buona soluzione, non inquinante. Poi, dobbiamo migliorare la promozione, comunicare il territorio in maniera più coordinata e ovviamente dobbiamo arricchire ulteriormente l’offerta di eventi, concerti, mostre e congressi.

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