Sospeso il processo Salvini-Rackete: “Atti al Senato per valutare insindacabilità delle frasi”

Saranno quindi i colleghi di Salvini a Palazzo Madama a valutare l’entità dell'espressione «sbruffoncella di questa comandante», «criminale tedesca», «ricca» e «viziata comunista»

È stato sospeso il processo milanese al leader della Lega Matteo Salvini accusato di diffamazione aggravata nei confronti di Carola Rackete, l'ex comandante della Sea Watch 3. E questo perché il giudice monocratico Maria Burza ha trasmesso gli atti processuali al Senato per valutare se le frasi contro l’attivista tedesca, pronunciate via social nell’estate 2019, rientrino nell’insindacabilità delle opinioni espresse da un parlamentare nell’esercizio delle sue funzioni.

Saranno quindi i colleghi di Salvini a Palazzo Madama a valutare l’entità dell'espressione «sbruffoncella di questa comandante», «criminale tedesca», «ricca» e «viziata comunista». Il giudice ha accolto parzialmente una delle eccezioni preliminari formulate dall’avvocato Claudia Eccher nella scorsa udienza del 9 giugno.

La legale di Salvini aveva chiesto il proscioglimento immediato dall’accusa sollevando una «causa di non punibilità», dovuta alla «insindacabilità» di quelle dichiarazioni ritenute un «messaggio politico» espresso nel «pieno esercizio» delle sue funzioni di senatore. Secondo la difesa, rientravano nel contesto della manifestazione del pensiero di azione politica le frasi usate da Salvini sui social e riferite a Rackete, che era stata arrestata per poche ore per aver violato gli ordini delle autorità italiane (fu scagionata dalle accuse) in quanto aveva portato, il 29 giugno 2019, la Sea Watch 3 nel porto di Lampedusa per fare sbarcare i 53 migranti che erano a bordo della nave da più di due settimane.

«Non sono frasi che attengono ad un discorso di politica, anche del Ministero dell'epoca, ma veri e propri attacchi alla persona, alla sua dignità, espressioni di denigrazione, è stata un'aggressione diretta alla persona», aveva replicato il pm Giancarla Serafini, chiedendo che quell'eccezione preliminare di immediato proscioglimento venisse respinta. «Siamo di fronte non alla frase brutta, ma ad un discorso di odio costruito da un soggetto che sfrutta la propria carica», aveva affermato, poi, l'avvocato di parte civile Salvo Tesoriero, legale col collega Alessandro Gamberini dell'attivista tedesca.

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