Kissinger su Russia e Ucraina: “Mosca va reintegrata nel sistema europeo”

L’ex segretario di Stato americano: «Non si può continuare a combattere senza avere alcun obiettivo a cui rapportarsi»

A 99 anni compiuti a maggio, Henry Kissingerm, ex segretario di Stato degli Stati Uniti – in uscita con il suo ultimo libro, Leadership - parla della guerra in Ucrana e di Vladimir Putin, presidente della Russia: «Rispettavo la sua intelligenza, era un attento calcolatore dal punto di vista di una società che lui interpretava come sotto assedio da parte del resto del mondo. L'ho trovato un intelligente analista della situazione internazionale dal punto di vista russo, che rimarrà tale e che dovrà essere considerato quando la guerra finirà».

«La Russia - sottolinea Kissinger - è stata parte della storia europea per cinquecento anni, è stata coinvolta in tutte le grandi crisi e in alcuni dei grandi trionfi della storia europea e pertanto dovrebbe essere la missione della diplomazia occidentale e di quella russa di tornare al corso storico per cui la Russia è parte del sistema europeo. La Russia deve svolgere un ruolo importante. La Russia vedrà se stessa come una estensione dell'Europa o come un'estensione dll'Asia ai margini dell’Europa».

Al Corriere della Sera Kissinger dice che «va sconfitta l’invasione della Russia, non la Russia in sè. La questione del rapporto fra Russia ed Europa andrà presa molto seriamente».  L'ex segretario di Stato replica a chi lo ha criticato per le parole di Davos, temendo di essere stato frainteso: «La fine della guerra deve essere espressa in termini di obiettivi politici, oltre che militari. Non si può continuare a combattere senza avere alcun obiettivo a cui rapportarsi». 

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