“Nel 2022 abbiamo già assegnato 104 miliardi ma per vincere la sfida devono partire i cantieri”

Alla terza tappa del tour di Alfabeto del Futuro è intervenuta Teresa Bellanova, viceministra alle Infrastrutture e Mobilità sostenibile. Intervistata da Simone Gallotti, giornalista de Il SecoloXIX, ha risposto alle domande che hanno affrontato il tema del Pnrr e della grande occasione rappresentata dal piano del governo.

Il Pnrr è una straordinaria opportunità per l’Italia proprio sul fronte della mobilità sostenibile ma ci sono anche difficoltà legate alla situazione contingente, come il rincaro delle materie prime, che si stanno mettendo di traverso.

«Ci sono difficoltà che rischiano di rendere meno efficaci le opportunità legate al Pnrr. Bisogna assolutamente intervenire là dove si creano colli di bottiglia e questo è un lavoro che è stato già avviato. Non possiamo permetterci il lusso di mancare questa sfida. Dopo il piano Marshall, il Pnrr rappresenta l’intervento più straordinario di cui può godere il nostro Paese».

Anche l’occupazione è al centro dell’attenzione. Con la transizione ecologica i posti di lavoro potranno aumentare o ci sono rischi?
«Ci saranno tante opportunità e noi dobbiamo coglierle. Il Pnrr punta al rilancio dell’economia del Paese. In questa impostazione c’è anche la rilettura delle infrastrutture, come asset strategico per il rilancio. Abbiamo avuto tante risorse assegnate dalla Ue per le emergenze derivate dal Covid ma anche per andare a recuperare i grandi divari, non solo tra Nord e Sud, che caratterizzano il nostro Paese. Le infrastrutture sono assolutamente determinanti per vincere la sfida della transizione ecologica, della transizione energetica, della transizione digitale. Questi tre nodi dicono quanta nuova occupazione si potrà creare e quanta verrà salvaguardata. Con il Pnrr, la Legge di Bilancio, il Fondo di sviluppo e coesione, noi come Mims solo nel 2022 abbiamo già allocato 104 miliardi di euro. Si tratta di risorse con cui possiamo creare delle grandi opportunità. Parlo anche dell’emergenza occupazionale».

C’è un’opera simbolo del Pnrr che è la diga di Genova. La gara è andata deserta. Che cosa può fare il governo?
«È un’opera strategica, simbolica non solo per Genova ma per l’intero Paese. Adesso bisogna lavorare pancia a terra per reperire le risorse necessarie e per riaprire i cantieri. La sfida del Pnrr la vinciamo non soltanto se riallochiamo le risorse ma anche se partono i cantieri. La diga è un punto che considero fondamentale ma vanno implementate anche altre opere come per esempio tutte le opere dell’ultimo miglio, il terzo valico dei Giovi, le infrastrutture portuali e retro portuali».

Quali sono le priorità del vostro ministero in termini di mobilità sostenibile?
«Una questione fondamentale è la cura del ferro. Una parte importante delle risorse del nostro ministero è stata destinata proprio a questo aspetto. C’è poi il tema della portualità. Oggi il 90% del traffico passeggeri nel nostro Paese si muove su gomma e oltre il 50% delle merci viaggia su strada. Se vogliamo davvero vincere la sfida della decarbonizzazione allora dobbiamo implementare l’intermodalità e dobbiamo spostare le merci dalle strade alle ferrovie e ai porti».

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Emergenza siccità, anche il lago di Braies si ritira: la siccità ridisegna il 'paesaggio da cartolina'

La guida allo shopping del Gruppo Gedi