Più spinta alla mobilità sostenibile

Molti gli ostacoli, no agli sprechi di risorse

Una scommessa da vincere, ma per la quale servono scelte precise. Sulla mobilità sostenibile si gioca un pezzo decisivo della credibilità e della capacità di ripresa dell’Italia, che passano dalle opportunità offerte dal Pnrr per le transizioni digitali e ambientali a uno sviluppo infrastrutturale che sia sostenibile. Ma le insidie e i dubbi che il presente squaderna presuppongono una capacità di declinare l’innovazione prendendo strade precise, senza tentennamenti o rinvii.

È guardando a questa duplice ottica che si è sviluppata la tappa genovese de “L’Alfabeto del Futuro”, il progetto del gruppo editoriale Gnn dedicato alle sfide dell’innovazione che ieri ha trovato casa nel foyer del teatro Carlo Felice di Genova, per un appuntamento dedicato alla mobilità sostenibile. Un evento condotto dal direttore del Secolo XIX, Luca Ubaldeschi, e dal direttore de La Stampa Massimo Giannini, che si sono confrontati con diversi ospiti su una materia decisiva per il Paese, ma che in particolare a Genova - la città della tragedia del Morandi e degli eterni cantieri autostradali - si declina anche nelle forme di un’esigenza di infrastrutture. Necessità sottolineata dal sindaco Marco Bucci, che ha annunciato l’intenzione di estendere l’esperimento della gratuità della metro in alcune fasce orarie, portato avanti negli ultimi mesi. Sulla nuova Diga foranea del porto di Genova, inserita tra le dieci opere fondamentali del Paese legate al Pnrr, con un investimento di circa un miliardo di euro, la prima gara è andata deserta. «Non sono preoccupato dalle procedure ma dai genovesi che remano contro. Come si fa a dire che non serve? – si è chiesto il sindaco - Sulla trattativa privata tutti sono i benvenuti».

Spazio anche al dibattito sull’energia nucleare, però. Tema scivoloso ma di stringente attualità, complice la crisi energetica derivante dalla guerra in Ucraina. A rompere il tabù sul tema è stato Ugo Salerno, presidente e amministratore delegato del Gruppo Rina, per il quale «il nucleare è un discorso pratico, non teorico: c’è dappertutto ed è una fonte per generare energia assolutamente sicura, con un impatto ambientale minore rispetto ad altre». Per Salerno anche la decisione dell’Unione europea sullo stop dal 2035 alla produzione e vendita di auto termiche va vista «alla luce di una riflessione sulla sostenibilità anche economica e sociale: sull’elettrico altri paesi sono in nettissimo vantaggio rispetto all’Italia, e se le batterie sono alimentate da centrali a carbone bisogna valutare anche l’impatto ambientale in senso più ampio». Un approccio condiviso nella sostanza da Vittoria Gozzi, membro del cda di Duferco, impegnata in un progetto di car sharing full electric, e per la quale «va evitato ogni tipo di approccio ideologico. In un anno a Genova le nostre auto elettriche hanno percorso 700mila chilometri eliminando 70 tonnellate di Co2 in atmosfera, l’equivalente di piantare 1.500 alberi».

Il tema della mobilità sostenibile tocca anche il porto di Genova, il principale in Italia, dove l’elettrificazione delle banchine e la decarbonizzazione sono obiettivi da traguardare a stretto giro. «Entro il 2030 dobbiamo tagliare del 40% le emissioni nette prodotte rispetto al 2008, e nel 2050 dobbiamo arrivare a zero: oggi siamo al 28%» ha spiegato Gianni Onorato, ceo di MSC Crociere. Il mondo del credito, dal suo canto, garantisce l’accesso a fondi che possono movimentare il settore. «C’è un plafond di 3 miliardi di euro per le imprese della Liguria» ha spiegato Andrea Perusin, direttore regionale Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo. Se l’innovazione è tema portante dell’Alfabeto del Futuro, lo sguardo non poteva non essere rivolto anche alle nuove tecnologie come il metaverso, con un’intervista nella bolla virtuale ad Andrea Mignone, docente di Fisica dell’Università di Torino.

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