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Metsola: “Il Qatar mi ha invitato ma ho deciso di non andare. Il Parlamento Ue è preoccupato sullo stato di diritto”

La presidente dell’Eurocamera ha parlato anche del governo Meloni, di migranti, delle donne in Iran e delle conseguenze economiche dell’invasione russa in Ucraina: «Il price cap sul gas a 275 euro è troppo alto»

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«Ho ricevuto un invito ad andare in Qatar ma ho deciso di non andare. Al Parlamento europeo abbiamo delle preoccupazioni sullo stato di diritto e i diritti umani». Lo ha dichiarato la presidente dell'Eurocamera, Roberta Metsola, ospite a Che tempo che fa su Rai 3. «Sono dell'idea anch'io di non mischiare politica con il calcio», ma «dobbiamo sensibilizzare anche sui problemi e le sfide» del Paese, ha aggiunto. 

Accanto alle donne che lottano per la libertà in Iran
«Noi viviamo in paesi democratici e diamo per scontata la libertà e la pace. Ma sono parole per cui migliaia di donne e uomini che stanno lottando in Iran. Noi dobbiamo stagli accanto» ha aggiunto Metsola.

Con Meloni buoni incontri, l’Italia è il cuore dell’Europa
Metsola ha anche parlato di politica italiana e di collaborazione con il nostro Paese. «L'Italia ha bisogno dell'Europa ma anche l'Europa ha bisogno dell'Italia, che è nel cuore dell'Europa», ha dichiarato. «Ho avuto incontri incoraggianti con la presidente Meloni, con lei abbiamo discusso di Pnrr, Ucraina, flessibilità e del ruolo dell'Italia. Ma quello che voglio dire è che quando parlo con tutti gli italiani, per esempio con i ministri Tajani e Fitto o con gli italiani al Parlamento europeo, tutti si dicono europeisti. Lavoriamo bene insieme per l'Europa e per l'Italia», ha spiegato.

Serve solidarietà sui migranti per una soluzione europea
La presidente del Parlamento europeo ha toccato anche il tema dell’accoglienza. «Siamo riusciti ad attivare un meccanismo senza precedenti per l'accoglienza di otto milioni di profughi ucraini. E io spero che avremo la possibilità di trovare la solidarietà» per le altre rotte «perché non c'è una soluzione magica per le migrazioni». «Quando fui eletta al Parlamento europeo, nel 2019, i cittadini di 26 dei 27 Stati dell'Unione vedevano le migrazioni come preoccupazione. Non possiamo tornare da loro nel 2024 e dire che non abbiamo trovato una soluzione», ha spiegato.

Le navi in mare hanno l’obbligo morale e legale di salvare vite
«Serve una politica coerente, equa, giusta, che salvi le vite, che sia dura con chi sfrutta le persone vulnerabili e sia ferma con chi non è eleggibile a protezione. Le leggi sono sul tavolo, sta a noi approvarle», ha aggiunto. «Io non voglio arrivare a settembre 2023, al decimo anniversario della tragedia nel Mediterraneo, e dire che non abbiamo fatto nulla. Non possiamo aver perso dieci anni e migliaia di vite e non aver fatto nulla per evitare che continui ad accadere», ha evidenziato Metsola. La presidente del Parlamento europeo ha confermato la posizione dell'Ue secondo cui «tutte le navi in mare hanno l'obbligo morale e legale di salvare le vite» ma ha invitato a partecipare con gli Stati in un »codice di condotta per coordinare le operazioni».

Il price cap sul gas a 275 euro è troppo alto
Quanto alle conseguenze economiche dell’invasione russa in Ucraina, ha risposto anche sul caro energia. «Abbiamo imprese che chiedono aiuto all'Europa. Ora abbiamo proposte sul tavolo, il Parlamento europeo sta prendendo decisioni molto rapide ma sul Price cap stiamo dicendo dove è la soluzione europea per i cittadini. Certamente abbiamo qualcosa sul tavolo ma non è abbastanza. L'ultima proposta è il meccanismo correttivo del mercato, ma il tetto del gas a 275 euro è troppo alto. Sta aumentando l'incertezza quando dell'incertezza non c'è bisogno. Il Parlamento europeo sta lavorando con le proposte legislative per dare soluzioni e risposte per dare modo ai nostri cittadini di pagare le bollette. Non abbiamo altre alternative». ha spiegato la presidente del Parlamento europeo.

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