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La Croazia ai quarti, battuto il Giappone ai calci di rigore 4-2. Decisivi tre errori dal dischetto dei nipponici

I tempi regolamentari e i supplementari si erano chiusi sull’1-1 con reti di Maeda e Perisic

Andrea Melli
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Creato da

(afp)

Per la Croazia sono undici metri di felicità, per il Giappone un boccone amarissimo da digerire. Dopo i 90’ regolamentari e l’appendice dei supplementari servono i calci di rigore per decretare la vincente: ai quarti, contro la vincente di Brasile-Corea del Sud, vanno i croati decisamente più algidi nella lotteria dei rigori.

Gioisce la Croazia, piange il Giappone, che dal dischetto ne sbaglierà 3 su 4, in vantaggio con Maede dopo i primi 45’ ma in affanno in una ripresa in cui la Croazia ha prima pareggiato con Perisic e poi creato tanto senza però concretizzare l’ingente mole di occasioni. Rete mancata, da una parte e dall’altra, anche nel corso dei supplementari. Non si schioda l’1-1 e allora si decide tutto dai fatidici undici metri.

La serie nera per i nipponici la inaugura Minamino che si fa ipnotizzare da Livakovic, la Croazia passa con Vlasic e allunga con Brozovic perché Livakovic para anche il rigore di Mitoma. Sotto di due la lotteria si riaccende con la rete di Asano e il palo centrato da Livaja. Per il Giappone però è solo un’illusione. Livakovic ipnotizza pure Yoshida, ciò che non riesce a Gonda perché Pasalic è glaciale nel chiudere i conti.

Match che scatta subito ad altissime frequenze. Corner dalla sinistra e colpo di testa di Taniguchi (2’) che va alto di poco. Non sta di certo a guardare la Croazia (8’): Tomiyasu è in anticipo su Perisic ma, l'ex Bologna, in modo scellerato sbaglia il retropassaggio e lancia l'ex Inter su cui è provvidenziale l’intervento di Gonda. La gara è sin da subito vivacissima. Cross di Ito (12’), il pallone attraversa tutta l’area di rigore croata con Maeda che in spaccata manca l’appuntamento con la sfera. Crea il Giappone ma allo stesso tempo lascia campo e spazio alla Croazia, che tra il 25’ e il 28’ si affaccia pericolosamente dalla parte dei nipponici. Prima Petkovic si fa rimontare da Gonda, poi sul cross dalla mancina di Barisic arriva Perisic che non colpendo perfettamente il pallone quasi lo indirizza sul secondo palo. Ritmi altissimi, capovolgimenti di fronte, un’altra occasione targata Giappone con Maeda (40’) che spara alto da ottima posizione e a 2’ dalla fine della prima frazione la rete che sblocca la partita. Sugli sviluppi di un corner corto, Yoshida fa la sponda per Maeda, che rispetto a quanto occorso tre minuti prima, non sbaglia. Livakovic battuto, Giappone avanti all’intervallo e pungente, in cerca, del bis, anche in avvio di ripresa con Kamada (1’) che conclude sopra la traversa.

Punta nell’orgoglio la Croazia si rialza. Al 5’ Petkovic chiede un calcio di rigore, ma il tocco è troppo lieve, e al 10’ con Perisic trova il pari. Cross sublime dalla destra di Lovren, stacco perfetto dell’esterno del Tottenham che spacca dalla marcatura di Ito e buca Gonda, nell’angolino alla sua sinistra dove non può proprio arrivare. Sulla scia del pareggio la Croazia sgasa a tutta. Modric (18’), di controbalzo, chiama Gonda al volo plastico, quindi è il neo entrato Budimir (19’) a sfiorare la rete del vantaggio, ma l’ex Parma che si fa trovare sulla traiettoria di un tiro di Kramaric non centra di pochissimo lo specchio della porta. All’angolo il Giappone, la scampa anche al 32’ quando Perisic, col mancino, lambisce il palo alla sinistra di Gonda. L’ultima chance dei tempi regolamentari è sulla testa di Pasalic, ma l’incornata dell’atalantino è troppo centrale. Si va quindi ai supplementari, che con i cambi e un destro di Mitoma deviato da Livakovic a parte, non succede praticamente nulla. Sia la Croazia che il Giappone centellinano le poche forze rimaste in attesa dei calci di rigori. Amarissimi per i nipponici, dolcissimi invece per Perisic e compagni.

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