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Si scioglie la favola Marocco, ma gli applausi sono tutti per Regragui e il suo team

Delusione a Milano così come in tante altre città italiane dove la comunità magrebina è più numerosa

Aggiornato alle 2 minuti di lettura

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L'allenatore del Marocco Walid Regragui

 (reuters)

Le favole del calcio non sempre hanno l'esito felice, ma restano pur sempre bella favole. In finale al Mondiale, contro l'Argentina di Leo Messi, va da pronostico la Francia campione in carica; il Marocco, vera sorpresa del torneo, si deve accontentare dell'applauso del mondo che in gran parte tifava per lui prima, e che dopo il 2-0 dei Bleus in semifinale gli rende omaggio per coraggio, sfrontatezza e bel gioco. A fare la differenza è stato certo il superiore tasso tecnico dei Bleus, ma anche un pizzico di fortuna di Deschamps, un'iniziale scelta sbagliata di Regragui e la mancanza di esperienza dei giocatori nordafricani sottoporta. La Francia è stata sopratutto la regia di Griezmann e le sgasate di Mbappè; il Marocco, che pure ha dovuto rimontare uno svantaggio iniziale inatteso visti i precedenti difensivi, è stata squadra vera in un gioco sempre verticale, veloce, preciso, ma privo di un terminale offensivo. Di tutto questo hanno approfittato i campioni. Con Macron in tribuna al fianco di Infantino, la Francia si è presentata da grande favorita. I 35 mila tifosi marocchini sugli spalti la fischiano, ma rispettano la 'Marsigliese'. A raccontare le simpatie dei non coinvolti, il titolo prepartita del Jerusalem Post: "Siamo tutti marocchini". 

Delusione a Milano
A Milano così come in tante altre città italiane dove la comunità magrebina è più numerosa la delusione è tanta. Corso Buenos Aires, la via dello shopping eletta come scenografia delle notti magiche marocchine è triste ma orgogliosa dei suoi campioni. Un centinaio di persone è comunque scesa in strada con fumogeni coi colori nazionali e anche con un fulmineo scoppio di fuochi d'artificio vicino a Porta Venezia. La via è stata chiusa al traffico e sono numerosi gli agenti a sorvegliare. Qualcuno grida 'Forza Marocco' nell'aria addolcita dal profumo di narghile'. La situazione al momento è comunque tranquilla.

A Marrakesh la delusione dei tifosi che si ritrovano al bar: pioggia e vento hanno rovinato anche i preparativi della festa
Era tutto pronto per il grande match, la partita tra Marocco e Francia da guardare sul maxischermo di Jamaa El Fna, la piazza cuore pulsante di Marrakech. A partire dalle 15.00 la medina, il centro storico della città, si era colorata di rosso, tra bandiere e palloncini con le insegne della squadra nazionale. Poi, all'improvviso, raffiche di vento, tuoni e pioggia hanno rovinato i preparativi per la festa: tutti insieme in piazza, per seguire la nazionale. Una giornata di primavera si trasforma di colpo nella prima vera giornata di freddo, da 27 a 13 gradi. Il vento squarcia i teli che devono fare da schermo, si cerca rifugio nei bar di Gueliz, la città nuova. Ottimisti, secondo un sondaggio di Sunergia, gruppo di Casablanca specializzato in studi di mercato e marketing, il 20% dei marocchini intervistati aveva creduto nei Leoni dell'Atlante, e il 18% era sicuro di poter incassare la vittoria di questo Mondiale 2022. La casa, secondo lo stesso sondaggio, è stata il luogo privilegiato per seguire le partite, almeno per il 64% degli intervistati, il 42% ha preferito il bar. È nei bar che i tifosi si sono radunati per seguire il match. Pochi stranieri ai tavoli. Tutti con il fiato sospeso fino all'ultimo secondo di gioco. Poi, si rientra a casa, senza caroselli, con le bandiere sulle spalle per ripararsi dalla pioggia.

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