Nel Mantova calcio esplode la grana degli stipendi non pagati 

All’appello mancano quelli di novembre e dicembre, Franchi si sfoga su internet. La società: «Pagamento a giorni»

di Massimo Biribanti

MANTOVA

La punta dell’iceberg affiora su internet, nello sfogo di Stefano Franchi che affida alla sua pagina facebook l’amarezza per il mancato pagamento dello stipendio di novembre, atteso ieri e invece slittato a data da destinarsi. C’è malumore nel Mantova, perché le cose non vanno come dovrebbero andare, nè in campo nè fuori. Mancano i risultati, mancano punti di riferimento certi, manca probabilmente una visione chiara di cosa accadrà domani del club di Viale Te.

E allora può capitare che i panni sporchi vengano lavati in piazza, sulla più grande piazza che si possa immaginare, quella virtuale. Con la conseguenza di lanciare un allarme rosso all’intera tifoseria mantovana, che segue attonita queste vicende.

La replica della società, affidata al direttore generale Maurizio Ruberti, è immediata: «Lo stipendio di novembre sarà pagato entro la settimana, stiamo già provvedendo. 24 ore si concedono anche a un condannato a morte... Sono rammaricato, la società si sta impegnando a fondo e non merita certi comportamenti». Il dg è l’unico a commentare, visto che il presidente Bompieri declina l’invito della Gazzetta mentre il vice Famà affida allo stesso patron la gestione «del suo pupillo».

Il problema è che la questione messa in piazza dallo sfogo di Franchi non può essere ristretta al “caso” di un ragazzo di 27 anni che non guadagna certo uno stipendio faraonico, come la quasi totalità dei 30 atleti della rosa. Quella frase su Facebook è infatti la spia di un malumore che serpeggia da tempo nello spogliatoio (devono essere ancora saldati i premi promozione dello scorso anno), così come va detto che la grana stipendi arriva a poca distanza da quella dei fornitori e dei tanti collaboratori di Viale Te, che non è affatto archiviata.

Sarebbe interessante a questo punto conoscere nel dettaglio l’esito dell’indagine effettuata da Giancarlo Mondovì sui conti del club e che sembra aver fatto emergere uno squilibrio finanziario di almeno 500mila euro (c’è chi sostiene sia in realtà più elevato), al quale comunque i soci si sarebbero impegnati a far fronte con ulteriori versamenti in conto capitale. Il ripetersi di segnali non certo incoraggianti sembra infatti la spia di una situazione societaria difficile, che sicuramente Bompieri e soci stanno cercando di affrontare nel miglior modo possibile, ma che non può certo lasciare indifferente la piazza.

Nessuno dubita che entro metà febbraio verranno pagati gli stipendi di novembre e dicembre, evitando così penalizzazioni che invece c’è da scommettere toccheranno altri club della categoria. Eppure resta nell’aria quell’ansia legata al futuro dell’Fc, società che al momento riesce a fatica a sostenere un torneo di Seconda divisione e che non a caso per il domani sta cercando un «socio forte» su cui scaricare la maggioranza del peso economico da sostenere.

Aspettando che la ventilata trattativa con imprenditori toscani vicini alla Fiorentina diventi qualcosa di più concreto, o che qualche altro “cavaliere bianco” arrivi in soccorso del Mantova, restare vigili è l’unica cosa da fare.

Al riguardo, va ricordato che venerdì ci sarà l’assemblea del Mantova United, cooperativa di azionariato popolare socia al 10% dell’Fc che per prima mesi addietro lanciò l’allarme sui conti. All’ordine del giorno c’è la scelta fra il partecipare alla ricapitalizzazione di Viale Te o la cessione delle quote. E in questo clima la seconda opzione sembra più probabile.

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