Il Mantova calcio nella burrasca Famà conferna: me ne vado 

Il vicepresidente: «Lascio, vediamo come arrivano a giugno». Ma Bompieri lavora per tenere unito l'Fc

MANTOVA. Il folle pomeriggio di domenica, passato in un attimo dalla festa per la ritrovata vittoria alla lacerazione di una società che già non naviga nell’oro, ha lasciato il segno in Viale Te.

Giovedì vertice societario. Già martedì avrebbe dovuto tenersi un vertice d’urgenza, ma gli impegni di lavoro di alcuni soci hanno fatto slittare l’appuntamento a giovedì. La parola d’ordine è “provare a ricucire”, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo tutto quanto accaduto dopo Mantova-Treviso. Innanzitutto la rottura clamorosa fra Bompieri e il vicepresidente Giovanni Famà, che ha annunciato le sue dimissioni rivolgendo accuse pesantissime al numero uno dell’Fc.

Famà rincara la dose. Ventiquattr’ore dopo lo sfogo domenicale, Famà conferma tutto e informa di aver «inviato al Mantova una raccomandata con ricevuta di ritorno con le mie dimissioni. Non ho nessuna intenzione di ripensarci – aggiunge –, ne ho fin sopra i capelli di essere preso in giro. Ribadisco, Bompieri non sa tener fede alla parola e lo dimostra il fatto che lunedì scorso, dopo aver concordato con me l’ingaggio di Fioretti come ds e di un allenatore, ha parlato con altri e cambiato idea in un attimo. Prima sul ds, poi sull’allenatore e infine sui rapporti con Sani. Mi ha fatto fare una figura incredibile con gli interlocutori di un club di serie A (la Fiorentina, ndr) con i quali stavamo trattando da 4 mesi. Per non dire della bella sorpresa che ho trovato quando sono entrato in società: mi avevano detto che era tutto a posto e invece c’erano dei debiti e perfino il premio promozione della stagione precedente ancora da pagare. Mi dispiace soltanto che i tifosi se la siano presa con me e con Sani: domenica uno di loro mi voleva perfino colpire con un pugno, i miei figli mi hanno detto se sono pazzo ad accettare tutto questo e hanno ragione. Ma con i mantovani avrei piacere ad avere un confronto per raccontare loro come stanno davvero le cose in società: dopo aver ascoltato tirerebbero somme ben diverse. Comunque – conclude l’ormai ex vicepresidente del Mantova – io lì ho chiuso e aspetto che i tanti imprenditori locali che vogliono bene alla squadra mi chiamino per acquistare il mio 15% del capitale. Visto che il nostro presidente è Pinocchio, faccio finta di credere ancora nelle favole... E intanto aspetto con curiosità di vedere come arriveranno a giugno».

Il 18% dell’Fc è vacante. Proprio questo è il tema centrale da tenere d’occhio, perché l’addio di Famà, unito a quello recente di Giancarlo Mondovì, lascia al momento vacante il 18% del capitale dell’Fc. Quota che potrebbe aumentare se non dovesse rientrare la rottura consumatasi domenica con Alberto Castagnaro, accusato da Bompieri di essere più vicino alla Sambonifacese che al Mantova e di non aver ancora tenuto fede agli impegni economici. Il presidente del Mantova United su questo tema ha minacciato denunce e ieri si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni.

Bompieri pompiere. Bompieri dal canto suo sembra invece intenzionato a ricucire il rapporto e a ridimensionare una presa di posizione estemporanea, seguita all’acceso confronto con i tifosi che contestavano.

«Bisogna fermare le polemiche – ha detto ieri il presidente –, il mio unico intento è quello di tenere unita la società e di andare avanti compatti fino a raggiunere la salvezza. Nessuno frena Famà e non capisco come mai mi abbia rivolto accuse e insulti in quel modo. Ma so che la gente a Mantova mi conosce bene e sa di che pasta sono fatto. Detto questo, con gli altri soci ci vedremo presto per discutere il da farsi».

I soci scossi. Anche gli altri componenti della società, infatti, sono rimasti abbastanza scossi da quanto accaduto. Quella di lunedì è stata una giornata di fitti colloqui telefonici, nel corso dei quali sono scaturite prese di posizione che andranno poi verificate nell’incontro che ci sarà giovedì.

Ruberti media. Il dg Maurizio Ruberti ribadisce la volontà di fare quadrato: «I soci devono parlarsi di persona e non attraverso i media e a quel punto credo che molti angoli saranno smussati, magari anche dopo un confronto acceso. Famà ha ribadito che andrà via? Noi le sue dimissioni non le abbiamo ancora ricevute, magari c’è ancora spazio per parlarne. In ogni caso, il nostro intento è e resta quello di salvare la squadra, questa è la priorità assoluta. Abbiamo sbagliato alcune cose in questa stagione ma anche capito i nostri errori, imboccando alla fine la strada giusta per arrivare al traguardo. La contestazione dei tifosi, proprio dopo una vittoria splendida come quella di domenica, ci ha francamente spiazzato. Ma sono certo che i soci sapranno ricompattarsi e arrivare fino in fondo, tenendo fede agli impegni».

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