Goggia al lavoro per tornare grande

L’azzurra di sci al Fisiocenter dopo l’infortunio: «Il luogo ideale per recuperare»

BAGNOLO SAN VITO. Basta la stretta di mano per capire di che pasta è fatta Sofia Goggia. Energica, come il carattere forte, determinato con il quale sta affrontando l’ennesima sfida contro il destino che il 7 dicembre ha tentato ancora una volta di frenare una carriera appena agli inizi. Bergamasca 21enne, Sofia era alla sua prima stagione nella squadra A azzurra quando, dopo aver già centrato un settimo posto in Coppa del mondo, è caduta nella libera di Lake Louise, in Canada, rompendosi il crociato anteriore del ginocchio sinistro. Nel febbraio del 2012 era toccato al destro. Allora, come a dicembre, ha scelto il Fisiocenter di Bagnolo per tornare alle gare, più determinata che mai.

«Questo è il posto ideale per recuperare» afferma mentre si prepara alle 3-4 ore quotidiane di lavoro (6 giorni su 7) al centro all’avanguardia a pochi chilometri da Mantova. «Al mattino faccio un’ora abbondante di piscina alla Dugoni, un’ottantina di vasche. Al pomeriggio vengo qui. Ho preso casa a Mantova, un borgo che ormai conosco meglio di Bergamo. Il tempo libero? Poco. Curo la casa, leggo molto e studio tedesco».

Al suo fianco, Matteo Benedini, coordinatore sanitario e responsabile settore riabilitativo, il fisioterapista che (con il collega Alessandro Bari) la segue nelle prime fasi. Con lui c’è il prof. Roberto Galli, docente in Scienze motorie che si occupa della riatletizzazione: il recupero delle qualità fisiche, forza, resistenza, velocità, abilità, destrezza, rapidità, reattività e propriocettività. Ovvero il periodo tra l’inizio delle esercitazioni sport-specifiche e il ritorno alle gare. Si punta a farla tornare sugli sci tra maggio e giugno.

Nel primo mese dopo l’intervento la parte fisioterapica è basilare, insieme al lavoro in acqua. «Utilizziamo i campi magnetici e il laser Fp3 - spiega Benedini -. Quest’ultima è una macchina particolare che hanno in pochi. A livello calcistico, solo Juventus, Inter, Barcellona, Real e Manchester United. Proprio nel club bianconero sono consulente per il laser Fp3». Ormai si sta entrando nella seconda fase di lavoro: lasciate le stampelle, si punta gradualmente sulla forza. «Dapprima in palestra con macchine ed esercizi specifici - puntualizza il prof. Galli -. Poi, dal terzo mese, più all’esterno con forza pura, velocità e reattività. Sofia ha una grande forza di volontà e un grande carattere». «La particolarità del nostro lavoro - aggiunge Benedini - è che, insieme e dopo la fisioterapia, completiamo il recupero col prof. Galli, consulente e preparatore atletico».

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