Ruopolo-Altinier: la sfida fra gol, fischi e polemiche

Verso Padova-Mantova: bomber obbligati al silenzio dopo le ruggini in Coppa

MANTOVA. In Padova-Mantova, sabato, si rinnoverà la sfida nella sfida fra i numeri nove delle due squadre, Francesco Ruopolo e Cristian Altinier. Entrambi ex, legati da uno strano destino fin dalla scorsa estate, quando nello stesso giorno Cristian (a lungo corteggiato dall’Acm) firmò per il Padova e “Ciccio” approdò invece al Mantova. Manco a farlo apposta, la prima sfida di Coppa Italia, in agosto, mise di fronte proprio Mantova e Padova al Martelli: 1-1 e - neanche a dirlo - botta e risposta fra Altinier e Ruopolo, autori delle due reti. E adesso che ci risiamo, ecco l’ultima coincidenza: entrambi sono costretti al silenzio stampa dalle rispettive società, anche se per motivi diversi. La polemica latente con i tifosi padovani per Ruopolo, il momento delicato che attraversa la sua squadra per Altinier.

Ad accomunare i due centravanti c’è anche l’età (32 anni per entrambi) e soprattutto l’accoglienza non ottimale riservata loro dagli ex tifosi. Ruopolo ad agosto è stato beccato per tutto il match dagli ultrà veneti, che non gli hanno mai perdonato il suo errore nella vicenda calcioscommesse, che esplose proprio mentre “Ciccio” giocava nel Padova. «Ci rimasi male - dichiarò la scorsa estate Ruopolo - ma d’intesa con la società decisi di andarmene rescindendo il contratto. So che può succedere di ricevere brutte accoglienze ma bisogna accettarlo, se ascoltassi i tifosi dovrei smettere di giocare. Vedremo cosa succederà in campionato all’Euganeo». Un assaggio dell’accoglienza che lo aspetta, Ruopolo l’ha avuta appunto in agosto al Martelli e ha risposto alla sua maniera: gol del pari nel finale ed esultanza con mani dietro le orecchie, voltato verso la curva Cisa, come a sfidare gli ultrà veneti. «Ho esultato perché la vera mancanza di rispetto sarebbe non esprimere la propria gioia - disse nella circostanza -. Per me la storia calcioscommesse è acqua passata, per i loro tifosi no. Io vado avanti per la mia strada, quanto all’ambiente padovano sono fatti loro». E dunque c’è da scommettere che il bomber biancorosso (finora 3 reti in campionato) non vede l’ora di bissare a Padova la prodezza di domenica scorsa, andando a esultare sotto la curva biancorossa.

Tutt’altra storia è ovviamente quella di Cristian Altinier (2 centri in campionato), che al Martelli in Coppa Italia segnò ma evitò di esultare, da mantovano doc e da tifoso biancorosso qual è sempre stato e resta. Quando fu sostituito, però, una parte del pubblico lo fischiò ingenerosamente, rimproverandogli di non aver accettato l’offerta del Mantova in sede di mercato. «Ma il Padova mi aveva cercato per primo - aveva spiegato il “Bomberino” - e alla fine ho scelto così, pur apprezzando il gesto del patron Musso, che stimo e che era venuto fino a Gallipoli per parlarmi». Ora il Padova vive un momento difficile (2 ko e un pari nelle ultime tre gare) e Altinier domenica ha fallito il rigore del possibile successo al 93’ sul campo del Renate. Lui di Mantova e del Mantova parlerebbe sempre volentieri, ma la società gli ha imposto il silenzio. La sfida dei bomber “imbavagliati” parlerà con i fatti.

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