Lena, lo spinello costa due mesi di squalifica

Positivo all’antidoping il 21enne cresciuto a Sabbioneta ora al Cs Esercito. La gara incriminata a metà dicembre durante l’Open internazionale di Campania

SABBIONETA. Una leggerezza costata due mesi di squalifica: una durata limitata che testimonia, in effetti, una gravità relativa dell’errore. Devid Lena, 21enne cresciuto allo Shotokan Karate do Sabbioneta e ora tesserato del Centro sportivo Esercito, è stato squalificato dal Tribunale antidoping del Coni per due mesi (già scontati dall’8 gennaio al 7 marzo scorsi) perché trovato positivo a un controllo a cura della Commissione di vigilanza interministeriale antidoping del 13 dicembre 2015 nel corso di una gara a Monteruscello, frazione di Pozzuoli (Napoli).

Nelle urine della giovane promessa del kata sono state riscontrate tracce di metaboliti di Thc (cannabis). E in effetti pare che Devid abbia ceduto alla tentazione di uno spinello nell’imminenza del settimo Open internazionale Campania Karate, dodicesimo Memorial Cesare Baldini. Evento nel quale Lena si è piazzato al primo posto nella categoria senior kata individuale mentre ha concluso in terza posizione nella graduatoria Under 21.

Per colpa di uno spinello fu squalificato per 8 mesi Pier Paolo Spina, pilone del Rugby Viadana, trovato positivo dopo una gara vinta dalla squadra giallonera a Colleferro il 10 marzo del 1999. Riconoscendo il proprio errore, Spina chiese scusa alla società che non prese alcun provvedimento. E, anzi, apprezzò la richiesta del giocatore di potersi comunque allanare con professionalità nel periodo di stop. Spina poi fece pure parte del Viadana dello scudetto. L’allenatore di allora, Franco Bernini, ai tempi disse: «Spina è un ragazzo eccezionale che ha fatto un errore, che ha commesso una sciocchezza. Una cosa ben diversa dal doping vero. Sarebbe stato molto più grave se avesse assunto sostanze non lecite per arrivare a performance ad alto livello. Una cosa inammissibile e per la quale avrebbe ricevuto una lavata di capo. Certo, è un giocatore che deve dare l’esempio ai giovani. Ed è giusto che paghi ma non criminalizziamolo». Parole che andrebbero bene anche per Devid.

 

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