Graziani: «Mantova, salviamoci»

«Dico ai tifosi che possiamo farcela solo se siamo uniti. La squadra non è da retrocessione»

MANTOVA. Alla fine del primo allenamento alla guida del Mantova, Gabriele Graziani si presenta con alcune frasi che dicono tutto sulla sua nuova avventura: «È una bellissima sfida ed era il sogno della mia vita. So che ci sono tantissimi allenatori meglio di me, ma nessuno che può amare il Mantova Calcio come lo amo io. E so anche di rischiare tanto, perché mi metto in gioco nella mia città. Ho accet tato soltanto perché sono sicuro che il valore di questa squadra non è quello espresso dalla classifica. Ma dovremo dimostrarlo sul campo».

Dopo i ringraziamenti di rito a Luca Prina («ha dato anima e cuore per la causa, l’ho sentito anche oggi e ha pagato colpe di tutti noi,me compreso»), Ciccio spende poi parole per la situazione ambientale e societaria venutasi a creare. E parla col cuore in mano: «Capisco l’amarezza dei tifosi e so che vedere la squadra all’ultimo posto in classifica fa male. Ma chiedo a tutti quelli che vogliono bene al Mantova di non mollare. Soltanto facen do tutti quadrato, dai tifosi a squadra, società e stampa, potremo uscirne. E soprattutto se vogliamo salvarci non possia mo farlo senza la spinta del pubblico: io in quel prato ci ho giocato e vi assicuro che so di cosa parlo. Allora dico: dome nica proviamo a compattarci, poi alla fine se avremo meritato i fischi ce li prenderemo. Ma dal 1’ al 90’ lottiamo tutti insieme».

E ancora sulla società: «Premetto che non sono un leccaculo e che non ho bisogno di dire certe cose. Ma ho visto tante società e sono convinto che persone come Musso e Di Loreto è meglio tenersele strette. Hanno sbagliato come tutti noi, ma sono persone serie, che non ci hanno mai fatto mancare nulla. E se siamo ultimi in classifica non è per colpa loro».

In campo infatti ci vanno i giocatori e Graziani è su di loro che conta: «Credo in loro, so che hanno valori umani e tecnici importanti. E hanno sempre lavorato sodo: ma questo evidentemente non basta, perché abbiamo toccato il fondo e lo stiamo raschiando. E allora dovremo fare qualcosa in più. Metterci cattiveria, orgoglio, abnegazione... Bisogna tirare fuori i c... Arrivando a odiare la sconfitta, che invece adesso sta diventando pericolosamente la normalità. Fare un punto in 7 gare al Martelli è inaccettabile. Dobbiamo invertire la ten- denza».

Per farlo non ci saranno rivoluzioni tattiche: «Inizialmente partiremo col 3-5-2, anche se in prospettiva non esclu do di passare alla difesa a 4.Ma troppi cambiamenti in pochi giorni sarebbero controproducenti. Piuttosto, dovremo interpretare il modulo in maniera più aggressiva, stando più alti e tenendo gli avversari il più possibile lontani dalla nostra porta. Lavoreremo su questo».

I vice di Graziani saranno «tutti i componenti dello staff, da Disderi a Merighi, da De Bernardin a Lazzari». E con il patentino non ci saranno problemi. «Abbiamo già chiesto - dice il dg Matteo Togni - una deroga fino al termine della stagione». Togni, fra l’altro, ha parlato alla squadra prima della seduta: «Ho detto ai giocatori che, a oggi, hanno il destino nelle loro mani. Il futuro è da costruire, non c’è nulla di garantito». Tradotto: vincete e fate ricredere la proprietà che è tentata dal mollare tutto.

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