Mantova Calcio, il milione non arriva e i soci riprendono la caccia a nuovi aiuti

A vuoto i proclami, i romani cercano tutti i possibili sostegni. Lippolis non sarà consulente, Dondi torna alla finestra

MANTOVA. 6 giugno 2017, parole del socio Andrea Barberis: «La settimana prossima pagheremo, questo è certo». Ieri si è conclusa “la prossima settimana” e in cassa dell’Acm non v’è ancora l’ombra di un quattrino. Non basta: da più parti viene dato per certo il mancato raggiungimento del milione di euro da parte dei soci e quindi il fallimento dell’obiettivo di ricapitalizzazione societaria entro giovedì 22 giugno, che doveva essere compito del consiglio d’amministrazione. Non è ancora finita; ringraziando per il pensiero Massimiliano Lippolis declina la proposta di De Sanctis e Folgori: «Per ragioni personali - spiega - e professionali non accetto l’invito a lavorare come consulente di mercato del Mantova. So che Folgori e De Sanctis stanno lavorando per risolvere la situazione, auguro il meglio a loro e alla piazza». C’è una sola nota meno stridente delle unghie sull’ardesia delle lavagne per i padroni del Mantova, ed è la disponibilità del revisore dei conti Nicola Radano ad attendere giovedì 22 giugno prima di inviare la segnalazione alla Lega e al Tribunale dell’insolvenza da parte dei soci romani.

Il quadro di questo venerdì 16 giugno è pressochè completo e l’eventualità di una frettolosa riapertura di contatti con gruppi (dal fondo internazionale, i magnati russo e indiano e anche Claudio Dondi, che aveva trattato il Mantova la scorsa estate, è tutt’altro che da escludere. Quest’ultimo potrebbe incontrare a breve i soci romani per valutare un possibile ingresso nei quadri gestionali del club di Viale Te. Ieri è stata la giornata in cui persino l’ex presidente Franco Quartaroli si è rifatto vivo in sede e con i media, a conferma che in viale Te non è tutto a posto e che la ricerca di denaro è a 361°, se fosse possibile. Anzi, al di là dei proclami a costo zero la situazione è di reale emergenza, per la mancanza delle cifre promesse sui conti bancari e del minimo movimento di denaro tendente a far pensare ad una soluzione positiva.

Lunedì 19 giugno scade il termine per la messa in mora della squadra, giovedì 22 (probabilmente nella Capitale) dovrebbe esserci il consiglio d’amministrazione ma è sempre più probabile che prima di quella data si arrivi ad un’intesa fra più soggetti, atta a coprire quella parte di soldi che i romani non riescono a garantire per gli stipendi di sei mensilità a giocatori e altri dipendenti, nonchè ovviamente ai fornitori, ai ristoratori e ai locatari di appartamenti oltre a tutte le persone con le quali devono essere chiuse eventuali posizioni debitorie.

Si prospetta quindi un nuovo ribaltone societario, nel quale chi arriverà a salvare il Mantova lo farà assumendo a breve l’intera composizione delle quote, lasciando a chi attualmente detiene la società la possibilità di uscire di scena in tempi e modalità da stabilire. Se così non sarà, ma le probabilità che questo accada sono molto meno che minime, i soci romani con lo stile a loro consono riprenderanno il pieno dominio della società, pagando quanto non può più essere rinviato a tutti e dimostrando una volta tanto che alle parole seguono i fatti.
 

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