Mantova, «Inps e Irpef pagati con crediti fiscali»

Il presidente del Mantova Marco Claudio De Sanctis con l’ex amministratore delegato Enrico Folgori

Il contabile Quaglia: «Versati oltre 400mila euro». Ma restano i dubbi sulla regolarità dell’operazione, palla alla Covisoc

MANTOVA. «Irpef e Inps sono stati pagati con crediti fiscali». A dirlo è il commercialista del Mantova Leonardo Quaglia il 12 luglio al termine dell’ennesima giornata di passione per l’Acm. La società avrebbe quindi fatto fronte a circa metà del debito di 892mila euro riscontrato dalla Covisoc che ad oggi impedirebbe ai biancorossi di disputare il campionato di Serie C. La prossima mossa del presidente Marco Claudio De Sanctis sarà quella di presentare il ricorso alla decisione della Covisoc entro le 19 del 14 luglio allegando, oltre ai pagamenti Inps e Irpef, anche una fideiussione da 350mila euro e la documentazione che attesta un versamento di circa 450mila euro nelle casse societarie.

La situazione sembrerebbe dunque per metà risolta, ma non è proprio così. Infatti, anche se tra il 13  e il 14 luglio i romani dovessero reperire le risorse necessarie ad effettuare la ricapitalizzazione, resterebbe un grosso punto di domanda in merito all’utilizzo dei crediti fiscali. Questo perché, secondo il regolamento della Lega, non è prevista una modalità di ricapitalizzazione diversa dal versamento da parte dei soci del denaro necessario. Il Mantova, in buona sostanza, stando alle dichiarazioni di un paio di giorni fa del presidente della Serie C Gabriele Gravina e al Comunicato ufficiale 113/a del 3 febbraio 2017 della Lega, avrebbe saldato il debito in maniera non corretta. Serviva liquidità e invece sono stati versati crediti fiscali.


La materia è ostica ed è quanto di più distante ci possa essere da un pallone che rotola su un prato, ma tant’è. Nella giornata del 12 luglio, tra l’altro, Gravina ha ribadito di non ritenere «possibile l’utilizzo dei crediti fiscali, anche se tutti abbiamo a cuore le sorti del Mantova e ci auguriamo che la squadra continui a militare tra i professionisti». Un altro aspetto non chiaro della vicenda è la provenienza dei crediti fiscali: chi li ha messi a disposizione? Il consorzio di cooperative con De Sanctis era in trattative nei giorni scorsi? E se così fosse, il consorzio ha “pagato” per il Mantova senza nemmeno essere entrato in società? Ovviamente non esistono risposte a queste domande visto che chi dovrebbe dare conto della situazione non risponde alle telefonate del nostro giornale da oltre due mesi, salvo farsi vivo di tanto in tanto attraverso comunicati stampa che annunciano svolte societarie in realtà mai avvenute.

In attesa che il ricorso per la C venga presentato, il Comune si sta muovendo per l’eventuale ripartenza dai dilettanti. Per non perdere tempo prezioso, già il 14 luglio potrebbe essere pubblicato il bando post fallimento con l’obiettivo di giocare a carte scoperte con i soggetti interessati al nuovo Mantova. Nel giro di una settimana imprenditori e cordate, un po’ come successo a Como, dovranno presentare un progetto sportivo serio e sostenibile sotto il profilo economico. Poi, presumibilmente il 21, la commissione creata ad hoc da via Roma valuterà le varie candidature e deciderà, il 25, a chi assegnare il titolo sportivo. Ovviamente, se il 20 luglio la Covisoc dovesse esprimere parere positivo riguardo il ricorso presentato da De Sanctis e soci, il bando verrebbe annullato il giorno stesso.

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