«Affrontare il Mantova? Che emozione»

Spinale ora è il tecnico del Legnago, possibile avversario in campionato: «Ripartire è complicato, ai tifosi auguro il meglio»

MANTOVA. La giornata di domani potrebbe rivelarsi un tuffo nel passato per il Mantova e per una delle sue più grandi bandiere. Verranno svelati infatti i gironi e con ogni probabilità Manuel Spinale, attuale allenatore del Legnago, vedrà il nome della sua squadra nella stessa lista con i biancorossi. Il girone potrebbe essere composto da 20 squadre con il Mantova come unica lombarda, poi le formazioni venete, le friulane e le trentine.

Spinale, capitano di mille battaglie e record man di presenze con il Mantova (375 volte in campo in 12 anni) opposto alla sua squadra, a uno dei suoi più grandi amori: «È una sensazione strana – afferma il Pitbull – e se la Lnd dovesse davvero metterci nello stesso girone sarebbe un qualcosa di incredibile per me. Sono diversi giorni che ci penso e ho mille emozioni dentro di me. A mente lucida dico che non pensavo che nel giro di così poco tempo avrei incontrato il Mantova da avversario e come allenatore».

Questo per due semplici motivi. Da una parte Spinale ha bruciato le tappe e dopo aver chiuso la carriera si è messo in gioco come mister a Legnago in serie D, dall’altra c’è l’Acm che per l’ennesima volta nella sua storia è costretta a ripartire dai dilettanti: «La salvezza dello scorso anno con Graziani è stata stupenda, anche in considerazione delle mille difficoltà che si sono susseguite durante la stagione. Il finale triste invece era nell’aria da tempo, un vero peccato».

Ora il Mantova (o meglio, il Mantova 1911) riparte dalla serie D proprio come avvenne 7 anni fa, quando Spinale decise di rimanere in biancorosso rifiutando le proposte delle B e della C1. Una situazione per certi versi simile, anche se le tempistiche furono differenti. La squadra all’epoca si mise in moto a metà luglio e l’ossatura si creò nel giro di poche settimane: «Il primo allenamento al Martelli in sette lo ricordo bene – commenta Spinale –. Si formò una squadra di buoni giocatori e che incredibilmente fece gruppo in pochissimo tempo. Fu quella la chiave del successo. Il primo mese fu complicato, poi ingranammo e vincemmo alla grande conquistando il campionato con una sola sconfitta all’attivo».

Le cose ora sono cambiate: «La Serie D è molto più dura, è quasi una categoria professionistica dopo l’abolizione della vecchia C2. Me ne sto rendendo conto ora che alleno: ci sono realtà che investono molto, che puntano in alto. Spero che il Mantova sia tra queste. Certo però che ripartire così è difficile, servirà un po’ di tempo. Io posso solo augurare alla squadra di vincere: lo merita la città e lo meritano i tifosi che in questi anni hanno sofferto tantissimo».


 

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