C’è il nuovo stemma del Mantova 1911 La storia rivisitata

Il logo storico “nasce” nel 2002, copiato da un gagliardetto anni ’50 acquistato in un mercatino da Mondin e Castelli

MANTOVA. Il dado è tratto e il nuovo logo del Mantova 1911, ispirato a quello Acm concesso in comodato d’uso gratuito dall’ex patron Di Loreto, è pronto per essere messo sulle maglie. «Su consiglio di due grafici - spiega l’ad Nicola Penta -, abbiamo semplicemente ritoccato quello esistente togliendo la cornice gialla un po’ vecchia e aggiornando la denominazione della società». Dal logo è poi sparito anche Virgilio, che in realtà era diventato un “pupazzetto” stilizzato. «Spero che i tifosi siano contenti», conclude il dirigente biancorosso, riferendosi al fatto che gli ultras della Curva Te domenica avevano esposto uno striscione eloquente: «Meritatevi il rispetto: maglia biancorossa e il nostro stemma sul petto».

Ma da dove arriva in realtà questo stemma, utilizzato a partire dalla stagione 2002-2003 sulle divise biancorosse? A raccontarlo è l’ex presidente del Centro di Coordinamento Mantova Club, Davide Mondin: «È stato copiato da un gagliardetto con ventosa da appendere al parabrezza delle auto risalente agli anni '50 - '60, grande come una cartolina. Io e Lucio Castelli (ex addetto stampa biancorosso, ndr) acquistammo alcuni esemplari nel 2002 al mercatino dell'antiquariato di Mirandola: all'epoca scrivevamo sul giornaletto distribuito al Martelli. Mostrammo il gagliardetto ad Andrea Fagnani e a Mario Preto (all’epoca presidente e dg del Mantova, ndr) e quest'ultimo ci disse che ne avrebbe ricavato il logo ufficiale della società, come in effetti accadde a partire dalla stagione 2002-2003. È curioso notare - aggiunge Mondin, che nel logo l’originale Virgilio del gagliardetto è diventato una sagoma stilizzata: questo perché il gagliardetto fu scannerizzato alla buona e non più ritoccato ».

«Ovviamente né io né Lucio agimmo animati da intenti speculativi (che avrebbero potuto indurci a registrarlo come marchio per poi proporlo a fronte di un compenso, anziché cederlo a titolo gratuito) e lo donammo alla società - conclude Mondin - considerandoci ampiamente ricompensati dall'orgoglio di poter vantare di aver offerto un simile contributo alla nostra squadra del cuore».

Così dal campionato di C2 2002-2003 (allenatore Boninsegna) lo stemma storico campeggiò sulle maglie biancorosse. In precedenza, il logo del club era quello circolare del Mantova Calcio 1994, nato dalle ceneri del fallimento Grigolo. E, guardando ancora più indietro, si ricordando stemmi sempre circolari, peraltro molto simili.

Dopo il fallimento Lori del 2010, invece, non potendo utilizzare il logo storico, la società guidata da Bompieri e Castagnaro decise di scegliere il nuovo stemma attraverso un sondaggio della Gazzetta e ne scaturì un logo anche stavolta circolare con la dicitura Mantova Football Club. Nel 2013, poi, il presidente Michele Lodi riacquistò il logo Acm dal curatore fallimentare, pur non cambiando mai il nome della società, che è rimasto Mantova Fc fino alla perdita del diritto sportivo avvenuta “grazie” alla proprietà romana lo scorso luglio.



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