«Aveva le molle al posto delle gambe»

Panizza commosso: «Solo Savoldi più forte». Brindani: «Lo portai io in Puglia»

MANTOVA. Erasmo Iacovone doveva giocare la sesta giornata di C1 1976-77 a Crema, il Mantova aveva ottenuto 11 punti su 12 ma lo speaker annunciò tal Baglini, biancorosso per caso. È Bruno Brindani, grande fisioterapista mantovano all’epoca al Taranto, a spiegare il passaggio in rossoblù: «Con mio padre Aldo (storico massaggiatore Acm, ndr) feci in modo che Iaco lasciasse il ritiro e venisse subito al Taranto in B, io lavoravo là e portavo ogni lunedì i ritagli del giornale alla società. Finì che a forza di parlarne lo acquistarono e per due anni fu spettacolo a Taranto. Dopo lo 0-0 con la Cremonese Erasmo era furioso, al punto che non riuscimmo a convincerlo a svagarsi. Poi un tifoso lo portò in un locale per una premiazione, verso le 24 andò a casa. Lo rividi in ospedale sul lettino dopo l’1, era accartocciato e grande come un bambino...».

Franco Panizza visse gli ultimi sei mesi di Iacovone a Taranto: «Eravamo sempre in camera assieme e ogni domenica lui doveva usare il mio sapone da barba e il pennello, quando cominciò a farlo fece gol e nel calcio guai a cambiare abitudini». Come per i due ex biancorossi anche per Enzo Tonghini e Sergio Facchi Erasmo era «un fratello, un ragazzo unico». Facchi addirittura fece il viaggio di nozze alle Baleari insieme a Jaco e alle rispettive consorti. Con loro anche la neonata famiglia di Maurizio Lizzari, scomparso nel marzo 1980. Panizza sottolinea le doti fisiche di Iacovone: «La sua elasticità nelle gambe era unica, nella mia carriera ho visto solo Beppe Savoldi saltare con quella forza».




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