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Mantova, Raggio nel club dei centenari

Il mediano: «Un onore le 102 partite con l’Acm. Vinciamo sabato per blindare i playoff, voglio chiudere bene e restare»

MANTOVA. L'immagine del volto tirato e gioioso di Silvano Raggio Garibaldi sotto la Curva Te dopo la sofferta salvezza sul campo battendo il Sudtirol, lo scorso anno divenne virale sui social network. A testimoniare simbolicamente la grande prova di carattere dei giocatori biancorossi che, seppure senza stipendio da mesi, conquistarono un traguardo tanto importante quanto, purtroppo, rivelatosi poi inutile. Il fallimento dell'Acm sciolse definitivamente quel gruppo e ne rinacque un altro che ...

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MANTOVA. L'immagine del volto tirato e gioioso di Silvano Raggio Garibaldi sotto la Curva Te dopo la sofferta salvezza sul campo battendo il Sudtirol, lo scorso anno divenne virale sui social network. A testimoniare simbolicamente la grande prova di carattere dei giocatori biancorossi che, seppure senza stipendio da mesi, conquistarono un traguardo tanto importante quanto, purtroppo, rivelatosi poi inutile. Il fallimento dell'Acm sciolse definitivamente quel gruppo e ne rinacque un altro che adesso sta lottando per un obiettivo ugualmente prestigioso, ovvero tentare l'immediato ritorno in Lega Pro.

Raggio Garibaldi, dopo la parentesi iniziale alla Lavagnese, da dicembre 2017 è tornato nel Mantova quasi per riprendere un discorso bruscamente interrotto dagli eventi: «Sicuramente il cuore ha avuto un peso notevole nella scelta - commenta Raggio -: sapete bene quanto io mi sia sempre trovato bene in questa città e quanto sia orgoglioso di vestire questi colori. Dall'altra però devo ammettere che anche la parte professionale ha inciso: a Lavagna ero a casa, era sempre serie D, ma senza nulla togliere non è possibile fare un paragone a livello societario. Qui non ci fanno mancare nulla e siamo trattati da professionisti. Ringrazio dunque i dirigenti del Mantova che mi hanno fatto felice due volte, offrendomi una grossa opportunità sia umana e sia calcistica».

Quindi il centrocampista ligure, seppure in una società del tutto nuova, rappresenta una sorta di ideale continuità con il passato e, magari, anche ponte per il futuro: «Sono qui da quattro anni - prosegue - e ho collezionato 102 presenze in gare di campionato. La cifra tonda l'ho raggiunta contro il Delta Porto Tolle ma purtroppo visto il risultato negativo non era certo il caso di festeggiare o dirlo in giro. Però dentro di me dal punto di vista personale ci tenevo molto perché giocare tante partite in un club così blasonato è un onore».

Raggio però non vuole nè pretende favoritismi in qualità di presunta bandiera: «È normale che io rimarrei volentieri anche in futuro ma non è questo il momento per parlarne. Adesso c'è un campionato da portare avanti nel migliore dei modi possibile e soltanto a fine stagione ci siederemo a un tavolo e discuteremo. Se sarò confermato voglio esserlo soltanto per quello che avrò dimostrato in campo. E mancano ancora almeno 9 battaglie alla fine».

Già, nell'arco di un paio di mesi si deciderà la sorte del Mantova, tra sogni di promozione diretta e, più realisticamente, obiettivo di centrare i playoff: «Gli ultimi risultati negativi delle battistrada da una parte ci hanno riaperto una piccola speranza, dall'altra ci fanno mordere le mani per avere perso per strada qualche punto importante, grazie al quale ora potremmo lottare per il primo posto. Adesso non dobbiamo correre il rischio di illuderci: pensiamo a giocare al meglio e provare a vincere ogni partita, ma la rincorsa non deve diventare un’ossessione che poi si riveli controproducente. Anche perché siamo in una posizione ibrida, nella quale non possiamo permetterci passi falsi: prima pensiamo a blindare i playoff, dato che alle nostre spalle sentiamo il fiato di formazioni come Adriese e Feltre. Dunque concentriamoci solo sulla trasferta di sabato 10 marzo perché battendo la Liventina avremmo compiuto un passo importante».