Masiello: «Obiettivo il Mantova tra i prof»

«Non saremo il Verona 2, al più presto incontrerò i tifosi per chiarirlo. Niente proclami ma faremo una squadra per la C»

MANTOVA. Ettore Masiello, nuovo numero uno di Viale Te, si presenta davanti alla stampa consapevole di essere l’ottavo presidente biancorosso degli ultimi 5 anni (prima di lui Bompieri, Lodi, Esposito, Di Matteo, Musso, De Sanctis e Bortolini) e forse per questo premette «vorremmo parlare con i fatti e non con i proclami». Ma poi è chiaro che - pur escludendo l’ipotesi ripescaggio («non saremmo pronti») - non può evitare di dire che «l’obiettivo è riportare il Mantova fra i professionisti».

Dopo aver ringraziato i soci che hanno ceduto la maggioranza («sono rimasti tutti e hanno fatto un ottimo lavoro, senza il quale non saremmo qui»), Masiello va dritto al punto: «Maurizio Setti è un amico ed è l’azionista di maggioranza, ma da oggi in poi a livello organizzativo e tecnico le decisioni sul Mantova spettano al sottoscritto, al ds e al mister. Setti resta presidente del Verona, lui penserà all’Hellas e noi al Mantova. Che non è e non sarà mai un Verona 2. Che arrivi qualche ragazzo dal vivaio gialloblù è normale, perché il ds lavorava lì e li conosce. Ma non ci saranno altre commistioni fra i club».


Masiello, sollecitato sul tema, spiega che «il versamento dei 623mila euro per l’aumento di capitale avverrà nel giro di una decina di giorni». E poi, quando gli si chiede cosa accadrà a medio termine, visto che un soggetto non può avere due squadre di calcio nella stessa categoria, risponde con una battuta: «Allora speriamo che il Verona vada in A...». Poi si fa serio: «Stiamo allestendo una squadra molto competitiva per migliorare il quarto posto dell’anno scorso e, se possibile, centrare subito la promozione. L’obiettivo è riportare il Mantova fra i professionisti, poi vedremo. Qual è il budget stanziato? Più o meno quello dell’anno scorso». Anche se dai primi acquisti sembra che per la rosa si sia disposti a spendere di più.

Lo spinoso capitolo Verona dovrà essere spiegato bene ai tifosi e Masiello lo sa: «Spero di incontrare il più presto possibile i rappresentanti del Coordinamento e i ragazzi della curva. Per far tornare il Mantova in alto c’è bisogno del calore della città. E lo dico da mantovano di 62 anni, che abita a 500 metri dallo stadio e che il Martelli l’ha vissuto davvero. Con Setti avevamo provato già due volte a prendere il Mantova: l’anno scorso dai romani, ma c’erano troppi debiti e la scorsa estate prima del bando comunale, ma poi i tempi si sono allungati. E tutto questo per le potenzialità di questa piazza, che sono enormi».

Altra cosa che Masiello tiene a puntualizzare è l’organizzazione che avrà il club: «Teniamo ad avere ruoli ben separati. Per cui, delle cose tecniche vi parleranno il ds Righi e mister Morgia nelle prossime conferenze stampa, la prima delle quali dovrebbe essere venerdì. Io posso soltanto dirvi che abbiamo scelto il ds perché ha operato bene a Verona con Setti e ci è sembrato la persona giusta. Puntiamo poi molto sul mister, che ha 67 anni e l’entusiasmo di un ragazzino. La rosa è quasi fatta, mancano un paio di pedine: a giorni i calciatori cominceranno a firmare».

Dulcis in fundo, si arriva al settore giovanile: «Il sogno è arrivare un giorno ad avere una squadra piena di mantovani - dice Masiello -, ma nel vivaio servono tempo e continuità. Per questo abbiamo confermato l’ottimo Zarattoni e quasi tutti gli allenatori: contiamo che il loro lavoro dia buoni frutti». 

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