Il Tom e quel maledetto playoff del ’94

Una delle squadre più amate dal pubblico finì battuta dai lariani allenati da Marco Tardelli. I ricordi di Tomeazzi: «Brutto ko all’andata, al ritorno pressammo come matti ma non entrò»

LA STORIA

Gira e rigira, la sfida Mantova-Como non può non riportare alla mente, in chi da anni segue le sorti dell'Acm, quella stagione di C1 1993-94. Che non può essere definita con un solo aggettivo, viste le tante situazioni, positive e negative, che si accavallarono in quell'anno. Resta l'immagine nitida di un Mantova che, tornato sotto la guida di mister Ugo Tomeazzi, giocava a memoria ed espresse probabilmente il miglior calcio biancorosso degli ultimi 40/50 anni. Un Mantova che gradino dopo gradino, arrivò a recuperare punti alle dirette concorrenti fino ad installarsi in vetta solitaria a 5-6 giornate dal termine ed a sognare la serie B dopo tempo immemorabile. Ma anche un Mantova che, dopo aver superato di slancio il Chievo nello scontro diretto, scivolò nel finale di campionato prima pareggiando in casa con la pericolante Massese (0-0) e poi perdendo la settimana successiva a Bologna (1-0).

Fu così che il Chievo di Alberto Malesani ripassò davanti e tenne la testa della classifica fino all'ultima giornata, guadagnando la promozione. Costringendo il Mantova ai primi playoff della storia, dove da secondo classificato (a soli due punti dal Chievo) se la dovette vedere proprio contro il Como di Tardelli, giunto quinto a ben 15 punti dai biancorossi. E nel doppio confronto finì malissimo: sconfitta nella gara di andata (2-1) in riva al Lario e soltanto un pareggio a reti bianche nel ritorno al Martelli.

Dunque Mantova eliminato e Como, in seguito, promosso in B perché vinse anche la finalissima secca di Verona contro la Spal (2-1). Poi un mese dopo finì peggio, con l'Acm del presidente Paolo Grigolo esclusa per inadempienze dai campionati professionistici e costretta a ripartire dall'Eccellenza con la nuova società di Romano Freddi. «Pensare a quella stagione mi evoca ricordi dolce-amari - commenta Ugo Tomeazzi - . Un campionato esaltante sotto il profilo del gioco e dell'entusiasmo che però poi si concluse in modo assolutamente triste. Riparlarne mi apre una ferita che non si cicatrizzerà mai, al punto che domenica non so se ce la farò ad essere presente allo stadio».

Tomeazzi non cerca scuse anche se i problemi interni alla squadra ed alla società erano noti da tempo: «Noi avremmo dovuto vincere sul campo - prosegue il Tom - e purtroppo dopo la brutta sconfitta dell'andata a Como, nel ritorno nonostante un pressing costante non riuscimmo a ribaltare il risultato. Di sicuro qualche segnale attorno a noi lasciava temere il peggio: in quel finale di stagione ci annullarono un gol regolare a Bologna e pure in quel Mantova-Como (12 giugno 1994, ndr) Pacione dopo pochi minuti segnò un gol su azione proveniente da angolo e l'arbitro fischiò un misterioso fuorigioco. Per non parlare dei giornali nazionali che già facevano mercato sui nostri pezzi importanti (Marsan, Nervo ecc.): in pratica ci davano già per falliti e forse, in qualcuno, subentrò una certa rassegnazione. Purtroppo andò così e fece molto male». Al punto che Tomeazzi nella sfida di domenica vede la sua piccola rivincita: «Dopo tanti anni il Mantova è in testa - chiude l’allenatore di mille battaglie - ed anche se la gara è meno importante di allora, spero davvero che vinca e prosegua la sua marcia». —

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