Il Gabbiano per ora vola basso in attesa del rientro di Bigarelli

Alberto Bigarelli

Il tecnico Guaresi dopo la vittoria un po’ troppo sofferta contro Grassobbio: «Siamo ancora alla ricerca di una precisa identità, al momento ci arrangiamo»

MANTOVA. Un allenatore capace sa che può sorprendere gli avversari una volta contando sull'effetto sorpresa ma anche che la perdurante assenza di un titolare importante non può essere fronteggiata a lungo senza risvolti negativi.

E' il caso di Gianantonio Guaresi e del suo Gabbiano, costretto a stringere i denti volando basso senza potersi permettere troppe evoluzioni fino a quando una colonna qual è Bigarelli non avrà ritrovato il proprio posto in sestetto. Il 3-1 al Grassobbio è stato tutto sommato archiviato prendendo ciò che di buono il pomeriggio di sabato ha offerto: tanti errori in attacco ma anche un buon rendimento dai centrali e affidabilità in ricezione, grazie alla quale l'altalenante palleggiatore Bertazzoni ha potuto velocizzare il gioco proprio al centro, con esiti soddisfacenti. Le note dolenti arrivano dalla prova opaca dell'opposto Magnani e, come anticipato, dalla difficoltà di sostituire a dovere Bigarelli, uno che in condizioni normali schiaccia una cinquantina di palloni a partita.


«Stiamo ancora inseguendo una precisa identità di gioco e per il momento non l'abbiamo trovata - è la sintesi di coach Guaresi -. Ci stiamo arrangiando e sabato paradossalmente siamo stati anche bravi a farlo. Ma è ora di migliorare, altrimenti non potremo ottenere tanto di più di così. La sensazione scaturita con Grassobbio è che la squadra, con questo assetto, possa offrire questo rendimento e non valga molto di più. Sarà il futuro a dirlo. Ovviamente non possiamo privarci di Bigarelli a cuor leggero. In vista della sfida di sabato a Bresso abbiamo una settimana di lavoro (ieri sera la prima seduta a Cerese, ndr), vedremo se lo schiacciatore riuscirà a recuperare dal fastidio alla spalla. Più che fiducioso sono speranzoso. Soprattutto perché conosco qualche giocatore in forza ai milanesi e so che in casa rappresentano un ostacolo per nulla agevole da superare. Una cosa è certa: dovremo elevare la qualità del nostro gioco o non avremo scampo».

E pensare che per un set e mezzo con Grassobbio non erano emerse avvisaglie di possibili guai alla distanza. «Nel primo set siamo stati ordinati ed efficaci in battuta, anche senza essere granché produttivi nei break point - prosegue il tecnico del Top Team -. Poi abbiamo calato le precentuali positive. Magnani ha cominciato a sbagliare e i compagni a fidarsi sempre meno di lui. Anche Tognazzoni non ha ripetuto la brillante prova fornita a Bolzano e questo ha portato a una girandola di cambi. Ma se proprio dobbiamo trovare qualcosa di positivo - conclude il coach - è il risultato finale e la capacità della squadra di sbrogliare ugualmente una matassa che si era fatta intricata. Da qui possiamo solo crescere». 

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