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La curva resta Te ma sarà intitolata alla sua bandiera: Gustavo Giagnoni

L’assessore Nobis, Pecchini e i tifosi: «Un atto doveroso per rendere omaggio a un uomo che ci ha dato tante gioie»

MANTOVA. A poco più di un anno dalla scomparsa, il 7 agosto a Folgaria, Gustavo Giagnoni entra per sempre allo stadio "Martelli", che ne ha visto le prodezze da giocatore, da allenatore e da dirigente. Nel corso di una riunione tenutasi in Comune, alla presenza dell'assessore allo sport Paola Nobis, del capo di gabinetto Stefano Simonazzi, di Gianluca Pecchini in rappresentanza del Mantova 1911 e di una delegazione del Centro di Coordinamento Mantova Club guidata da Gianluca Negretti, è stato ufficialmente deciso che domenica prima della gara Mantova-Calvina verrà posta una targa davanti alla Curva Te in onore del mitico Giagno.

Resterà il nome aggiungendoci quello glorioso di Gustavo Giagnoni. È il capo di gabinetto Stefano Simonazzi che spiega nel dettaglio: «Volevamo fare qualcosa per ricordare un uomo di sport che ha fatto tanto per Mantova. Abbiamo quindi deciso, in accordo con le varie parti e con il consenso della famiglia, di apporre davanti all'ingresso della Curva Te una targa a sua perenne memoria. La Curva Te, pur mantenendo la propria identità, sarà intitolata a Gustavo Giagnoni».

Un gesto importante, a lungo atteso, che avrà il suo momento solenne con lo scoprimento della targa nel corso di una breve cerimonia domenica prima del debutto in campionato: «Credo sia un atto dovuto - spiega l'assessore allo sport Paola Nobis - per celebrare il capitano di tante battaglie del Piccolo Brasile e soprattutto un uomo che ha segnato una delle epoche più belle della storia del calcio a Mantova». Plaude all'iniziativa anche Gianluca Pecchini, vicepresidente del club biancorosso, presente all'incontro: «Siamo stati coinvolti dal Comune in questa celebrazione - dice - e come società non potevamo che essere totalmente d'accordo nel fare qualcosa per ricordare uno sportivo vero, un uomo straordinario che ancora oggi lega il suo nome in Italia agli anni d'oro di questo glorioso club. Una celebrazione che si innesta alla perfezione con i campi del Te dedicati a Micheli e Paccini, alla vigilia di un campionato che speriamo ci possa vedere protagonisti».

Concorda con Simonazzi anche Negretti del Centro di Coordinamento, mentre il punto di vista della famiglia Giagnoni è ben espresso dal figlio Basilio: «La famiglia ringrazia la città di Mantova, il sindaco, la Giunta e soprattutto la cittadinanza ed i tifosi del Mantova per questo bel riconoscimento. Gustavo era un sardo, anzi olbiese, molto fiero di esserlo e profondamente attaccato alla sua terra ed alle sue radici ma ha scelto di vivere a Mantova, anche quando col calcio aveva finito, perchè qua aveva trovato radici altrettanto forti, di cui essere ugualmente fiero. Lo avete sempre considerato uno di voi e anche lui si considerava tale. È sempre stato riconoscente dell'affetto di cui si è sentito circondato in ogni momento, anche negli ultimi difficili anni. Questo affetto ha cercato di restituirlo col suo comportamento, in particolare col suo attaccamento alla gloriosa maglia biancorossa. Con onestà, lealtà, determinazione, spirito di sacrificio. Valori che Mantova gli ha sempre riconosciuto e che ne hanno fatto un tutt'uno con la città».

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