Brando: «Felice del Mantova che mira sempre a vincere»

«Il gol al passivo non diventi fobia, ora il Franciacorta che è la rivale più forte». Lisi e Scotto ancora a parte, il mister a corto di baby prova Campagnari mezzala

MANTOVA. Dopo il pari di Forlì e in vista della sfida al Martelli con il Franciacorta, il tecnico del Mantova Lucio Brando esprime grande fiducia nel suo gruppo e la convinzione che «in un girone così livellato, che si potrebbe vincere con pochi punti, la nostra mentalità di voler provare a vincere più partite possibile, può essere un’arma importante».

Sull’1-1 del “Morgagni” il mister torna dopo aver rivisto la partita a mente fredda: «Il Mantova ha avuto il giusto approccio alla gara, non è riuscito a chiuderla dopo essere andato in vantaggio e, dopo aver subìto il pari, non ha avuto più la forza di vincerla, pur provandoci fino alla fine. A parte un paio di transizioni negative non abbiamo rischiato granché e la prestazione nel complesso è stata buona. Rispetto al solito ci sono state più cose da correggere in settimana, ma nulla di preoccupante».


Nemmeno il solito gol al passivo: «Mi chiedete cos’ho messo in palio per la prima volta che riusciremo a non subire gol? Non ci avevo mai pensato in questa ottica, ma può essere un’idea. Battute a parte, l’importante è che questa non diventi una fobia. Anche perché siamo pur sempre la quarta miglior difesa del campionato e alcuni degli otto gol al passivo li abbiamo presi per cali di concentrazione quando eravamo già in vantaggio di tre o quattro reti. Non c’è un problema specifico di linea difensiva e in più va ricordato che giocando all’attacco, per provare sempre a vincere, qualche rischio bisogna prenderselo».

Guardando avanti, ecco il Franciacorta. La squadra che Brando a inizio campionato indicò come la rivale più temibile: «Potenzialmente è la rivale migliore - ribadisce -. Parliamo di un club che ha in rosa 4 attaccanti fortissimi (Mangiarotti, Bertazzoli, Bardelloni e Bitihene), che a metà campo schiera gente del calibro di Laner e Giorgino e che in difesa ha elementi come Rossi, Ferri e Ruffini. Insomma, una squadra molto, molto forte. Difficile capire perché non sia partita benissimo, ma non ho dubbi sul fatto che contro il Mantova giocherà la partita della vita, come tutti i nostri avversari. Ci siamo abituati, la cosa non deve preoccuparci. Noi pensiamo al nostro cammino: ho un gruppo di grande spessore, che segue e crede nel lavoro, l’ideale per un allenatore. Spero che questa alchimia ci porti al risultato che tutti speriamo».

Ieri 10 ottobre, intanto, alla partitella in famiglia giocata al Te non hanno presto parte, oltre agli infortunati Minincleri, Musiani, Venturini, Tosi e Mazzotti, anche Lisi e Scotto, che da inizio settimana si allenano a parte. L’obiettivo è recuperarli per domenica 13: le sedute di oggi pomeriggio e domani mattina saranno dunque determinanti.

Nel frattempo mister Brando prova soluzioni alternative, soprattutto per i giovani visto che non ha altri 2001 difensori o centrocampisti di ruolo. Il tecnico ha quindi proposto nel 4-3-3 davanti ad Adorni una difesa composta dal recuperato Serbouti, Carminati, Aldrovandi e Pavan; a metà campo è stato provato da mezzala il 2002 Campagnari (che nasce attaccante) insieme a Valentini e Giorgi; in attacco tridente con Guccione, Altinier e Finocchio. Come alternative Brando ha poi provato Galazzini terzino destro, D’Iglio al posto di Valentini e Tremolada per Guccione.

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