Gobbi, le patatine a 300 all’ora: «Investo nella mia passione»

Il patron di Pata da 10 anni finanzia scuderie tra Motomondiale e Superbike. «Nel paddock come in famiglia, il grande sogno è vincere il titolo iridato»

CASTIGLIONE. Dici Pata e pensi ad una delle più importanti aziende produttrici di patatine e snack. Ma quando dici Pata pensi anche alle corse motociclistiche: il brand di Castiglione da 10 anni viaggia veloce sulle carene dei bolidi a due ruote dei più importanti campionati mondiali. Una scelta dettata dalla grande passione del patron Remo Gobbi per il motociclismo. Passione evidente nel grande ufficio al piano superiore della sua azienda, dove lungo una parete campeggia un’infinita fila di caschi autografati e trofei. 

Gobbi, quando nasce questa passione? 

«Fin da ragazzo adoravo le moto, ho posseduto modelli di Honda e Laverda e questo è un amore che mi è rimasto dentro».

Anche se adesso preferisce muoversi su quattro ruote...

«È vero ma son pur sempre quattro ruote sportive... Se si sommano le velocità massime delle tre auto che ho in garage – scherza – si potrebbe superare la barriera del suono».

Pata e lo sport. Come ha avuto inizio questo binomio?

«La prima esperienza fu sempre sulle 2 ruote, ma senza motore. Ci legammo a una squadra di ciclismo, la Liquigas-Pata. Ottenemmo belle soddisfazioni, come la maglia rosa del mantovano Cristian Moreni al Giro o la vittoria del Mondiale con Sergej Gonchar. Poi arrivarono gli anni bui del doping e non mi stava bene veder associato il mio marchio a quelle spiacevoli situazioni».

Prima di “salire in sella” alle moto c’è stata anche una parentesi calcistica trionfale...

«Fummo sponsor della Nazionale nell’anno in cui vinse i Mondiali. L’esperienza però si chiuse con delle controversie legali e di calcio non volli più sapere».

Almeno fino a quest’anno.

«Comparire sulle maglie del Castiglione è stata l’opportunità di legarsi a una realtà sportiva locale. Col nuovo presidente Andrea Laudini c’è un buon feeling, ne approfitto per fargli i complimenti per i risultati che sta ottenendo».

Torniamo al motociclismo. La prima esperienza?

«Iniziammo 10 anni fa sostenendo un pilota mantovano come Lucio Pedercini».

Da allora non ha più abbandonato l’ambiente.

«Lo reputo uno sport spettacolare. Quando si entra nel paddock sembra di essere in una grande famiglia ed è una disciplina in cui si può avere una buona visibilità con degli investimenti che, se rapportati alla mia azienda, sono più che sostenibili».

Questo è il quinto anno in cui si rinnova una partnership importante come quella con Yamaha in Superbike.

«Abbiamo sposato la causa di Yamaha fin dal suo ritorno nel campionato. All’inizio, con una moto tutta nuova come la R1, i risultati faticavano ad arrivare, ma la crescita è stata evidente e quest’anno saremo competitivi al 100%».

Il sogno è conquistare il titolo mondiale.

«Certo, anche se non sarà facile. In ogni caso di soddisfazioni ne abbiamo avute. Come Pata abbiamo vinto tre 8 Ore di Suzuka, tre Mondiali Supersport (uno con Honda e 2 con Yamaha, ndr) e ci siamo classificati tre volte terzi in SBK. Inoltre ricordo che sponsorizziamo il 5 volte campione del mondo Jonathan Rea e nel Motomondiale siamo al fianco del team ItalTrans che schiererà in Moto2 Enea Bastianini e il campione del mondo Moto3 Lorenzo Dalla Porta».

Come non ricordare poi i tre anni vissuti al fianco di un certo Valentino Rossi?

«È stato un periodo bellissimo, che ci ha dato un grande risalto a livello di marketing. Un’esperienza che rifarei, al fianco di uno dei più grandi campioni di tutti i tempi».

La grande novità 2020 è l’accordo con la Federazione Motociclistica Italiana. Come è nato?

«Da un fruttuoso incontro con il presidente Giovanni Copioli. D’ora in poi si parlerà di FMI-Pata, saremo sponsor di eventi federali come il Campionato Italiano Velocità e daremo opportunità di crescita ai giovani piloti italiani». 

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