Kaos, Montemurro mantiene la speranza: «Contiamo di potere chiudere la stagione»

Il presidente della Divisione: «Due settimane determinanti». Coach Milella: «I biancorossi rimasti fanno come possono»

MANTOVA. Lavoro individuale tra le mura domestiche. I ragazzi che costituiscono, o forse sarebbe meglio dire costituivano, il gruppo del Kaos Mantova hanno raggiunto Paesi e città d'origine. Per molti di loro il futuro sarà probabilmente lontano dalla nostra città e per questo motivo a nessuno è stato indicato un programma di lavoro personalizzato da seguire in previsione di un eventuale e miracoloso recupero dell’attività regholare in tempi ridotti.

Troppe le incognite, con i punti di domanda che costellano il cammino futuro della squadra biancorossa e del movimento del futsal nazionale. «I giocatori continueranno ad allenarsi da soli nel limite del possibile - spiega il tecnico biancorosso Pino Milella, al sesto anno a Mantova e in precedenza sempre trionfatore con le formazioni biancorosse da lui allenate - quelli che sono rimasti in Italia dovranno seguire le disposizioni legate all'emergenza coronavirus. Niente palestre, niente allenamenti nei parchi. Non parliamo di giocatori di serie A di calcio a 11, non hanno ville gigantesche e spazi specifici per gli allenamenti in casa. Lavoreranno nei limiti del possibile cercando di mantenersi il più possibile in forma».


Le incognite sulla ripresa della stagione sono molteplici. In un messaggio apparso sul sito della Divisione calcio a 5, il presidente Montemurro, dopo aver sottolineato che la priorità resta la salute di tutti gli attori del mondo del futsal, ha parlato di «nostri campionati che speriamo possano riprendere e concludersi entro la stagione». Al momento una flebile speranza. «Siamo in una situazione inedita, non conosciamo il futuro - dichiara Montemurro - parlare di sport in questo momento è un azzardo. Mai nessuno ha vissuto una situazione simile. Nelle prossime due settimane speriamo di capire qualcosa di più».

La lunga sosta andrà comunque ad annullare la preparazione dei giocatori. Se si ripartirà, si dovrà ricominciare daccapo. "Per tornare ad avere una condizione ottimale i giocatori avranno bisogno di più di un mese di lavoro. Si tornerebbe ad una situazione simile a quella di inizio stagione. Non si riprenderebbe a giocare subito dopo il 3 aprile immagino, ma un paio di settimane di allenamenti dopo quella data non sarebbero abbastanza. Nelle prime gare avremmo dunque squadre lontane dal top della condizione. Condizione che andrebbero a recuperare partita dopo partita, magari con programmi di lavoro differenziati per i diversi giocatori. Al momento, però, sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Per prima cosa pensiamo tutti ad uscire da questa situazione e a tornare ad una vita normale. Poi torneremo a pensare al campo».

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