Per Anastasi la stagione si è fermata sul più bello

Un dettaglio di copertina dell'autobiografia Andrea Anastasi uscita solo in polacco nel settembre del 2019

Col Varsavia contava di riportare lo scudetto nella capitale: «Ora invece è in arrivo la crisi e dovremo puntare sui giovani». L'allenatore sta finendo l’autoisolamento di un mese dopo essere tornato a Poggio Rusco

POGGIO RUSCO. I tifosi polacchi possono consolarsi leggendo la sua autobiografia, uscita (ma solo nella lingua locale) lo scorso settembre. Lui, Andrea Anastasi, sta completando da un mese l’autoisolamento nella casa di Poggio Rusco, dove è tornato dopo la quarantena vissuta a Varsavia: anche là il pallone multicolore ha smesso da tempo di volare oltre la rete.

«Sono settimane che non ho alcuna relazione con l’esterno - confessa dal suo bunker nella Bassa - ma non vi era alcuna ragione affinché rimanessi in Polonia, dato che hanno sospeso tutto con grande tempismo. Qui almeno sono a casa, ho il giardino, una piccola palestra. E il lavoro non mi manca».


Dopo l’esperienza a Danzica durata cinque anni, dalla scorsa estate è sulla panchina del Projekt Varsavia, ambizioso club sospinto dall’obiettivo di riportare il titolo nazionale nella capitale per la prima volta dagli anni Ottanta e tentare in seguito la scalata alla Champions League. «La sospensione è arrivata il 12 marzo, due giorni dopo avremmo dovuto giocare la Final Four della Coppa nazionale - racconta - e anche in campionato avevamo le carte in regola per ambire al titolo. A due turni dall’epilogo della regular season eravamo a un punto dalla capolista Zaksa, con lo scontro diretto ancora da disputare. A livello internazionale abbiamo assaggiato la Champions ma non siamo stati sufficientemente competitivi, il vero salto di qualità sarebbe dovuto arrivare il prossimo anno. Grazie all’ambizione dello sponsor avevamo già pronti contratti importanti da firmare con alcuni top player con cui erano stati presi contatti. Rimane un po’ di rammarico per vedere i nostri obiettivi sfumati in corsa in questo modo, ma di gran lunga maggiore è il rimpianto riguardo di quel che potrà accadere in futuro».

Il riferimento all’annunciata crisi economica non è affatto velato: «Dicevo che ho un sacco di lavoro in queste settimane. Purtroppo abbiamo dovuto cambiare i programmi per la prossima stagione perché il budget, che si annunciava il doppio di quello attuale, non sarà in realtà così ampio. Diversamente dall’Italia, tutte le società della massima lega hanno subito trovato l’accordo per un taglio agli stipendi, ma questo non basterà a fronteggiare la crisi che arriverà. Temo che il nostro club, supportato dalla compagnia petrolifera nazionale (lo sponsor Verva Pkn Orlen è lo stesso del pilota di Formula1 Robert Kubica, ndr), ne pagherà pesanti conseguenze. Ecco perché passo le giornate a visionare dati e video di atleti giovanissimi, di talenti da formare, in un bacino che per fortuna in Polonia è incredibilmente fiorente. Ogni giorno ho contatti con lo staff dirigenziale del club e con il suo presidente, ci confrontiamo per ricavare comunque il meglio da questa situazione di emergenza. Puntando sul mercato locale, per una questione di agevolazioni fiscali. Vogliamo tenere i 4-5 atleti della Nazionale e ripartire da loro, per poi riprendere fra un paio d’anni il discorso appena interrotto e coronare quel progetto che mi ha convinto a lasciare Danzica. Ciò di cui sono sicuro - conclude - è che saremo competitivi anche la prossima stagione».

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