Cristian Savani annuncia il ritiro dal volley

Il bronzo olimpico di Londra 2012 lascia a 38 anni: ''Dopo quasi 20 anni di carriera è venuto il momento di voltare pagina, il primo grazie è per mia moglie Mia''

MANTOVA. Ha scelto un giorno di festa per dare in pasto al mondo quella notizia che prima o poi fa capolino, sul curriculum di ogni sportivo. A 38 anni Cristian Savani ha detto basta, fine dei giochi oltre la rete da pallavolo. Lo ha annunciato sul suo profilo Facebook, con un lungo post carico di sentimento.

«Dopo quasi 20 anni di carriera ho deciso che è arrivato il momento di voltare pagina - ha scritto l'ex Nazionale, originario della frazione di Grole, prima di citare chi ha recitato un ruolo importante nell'evoluzione della sua carriera -. Scrivo questo post per ringraziare in primis lo sport che mi ha regalato e fatto vivere tante emozioni. Un grazie quindi alla pallavolo e a tutte le opportunità che mi ha dato. Ringrazio mia moglie Mihaela, che è stata sia la roccia che mi è sempre stata vicina in questi anni e mi ha assecondato in tutte le scelte che ho fatto, che la spalla su cui ho pianto nei momenti più bui. Perché una carriera è un mix di emozioni con cui cresci, capendo anche quali sono i conti che la vita da atleta ti lascia da saldare. Grazie anche a te Mia, perché dovunque sei stata, sballottata in giro per il mondo, hai sempre trovato il modo di far diventare tutto una splendida avventura. Ringrazio tutti i miei coach, i dirigenti, i fisioterapisti, i dottori e tutti i compagni di squadra e non, che ho incontrato in questo bellissimo viaggio. Sia nel bene sia nel male siete stati parte di tutto questo. Ora però è arrivato il momento di usare tutta la mia esperienza, tutta la mia grinta e tutta la mia dedizione per quella che sarà la mia seconda maglia...la maglia della seconda vita. Quella che utilizzerò fuori dal campo per realizzarmi in qualcosa che spero abbia tanto a che fare con questo sport. Grazie a tutti, Sava».

Dallo scorso autunno Savani è con la famiglia a Dubai, ultima fermata agonistica di un percorso che non ha lesinato esperienze internazionali, alcune delle quali decisamente lontane dalle cattedrali del volley. Cresciuto in orbita Gabeca, schiacciatore potente e completo, devastante al servizio, per oltre un decennio ha arricchito con le sue giocate il nostro campionato: da Montichiari a Trento, Roma, Perugia e Macerata, dove finalmente conquista nel 2011-12 il suo unico scudetto.

Nel 2013 la decisione di sbarcare in Cina, a Shanghai. Ci resta per tre campionati, vincendone due: siccome senza pallavolo non sa stare, fuori stagione si concede esperienze in Qatar e Libano. Nel suo risiko manca la Turchia e nel 2016-17 colma anche questa lacuna, il che rende esplicito il passaggio in cui nel post d'addio fa riferimento alla sua carriera come ad un grande viaggio avventuroso. Gli ultimi due tornei li spende tra Latina, Verona e Siena, senza grosse soddisfazioni e persino un cambio in corsa durante il mercato invernale. Consapevole di aver imboccato l'inevitabile parabola discendente, con la maturità che lo ha sempre contraddistinto, ufficializza la più ovvia delle scelte, quella del ritiro. Cristian non è stato un globetrotter che fa collezione di destinazioni esotiche, ma un campione amato dagli appassionati e conosciuto anche da chi non mastica il mondo del volley per aver giocato e vinto (anche da capitano) con quella maglia azzurra che mette tutti d'accordo, quella della Nazionale.

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