Palestre scolastiche vietate allo sport, il volley mantovano lancia l’allarme: «Sarà stop totale»

Lettera del presidente nazionale Cattaneo al n.1 del Coni Malagò. Belladelli: «Nel Mantovano 3 società su 4 sono ospitate in istituti» 

MANTOVA. Scoppia la grana degli impianti in cui svolgere attività sportiva indoor.

In vista del 25 giugno, data di un possibile nuovo Dpcm che potrebbe contenere novità per lo svolgimento dell’attività, in particolare per la pallavolo e per il beach volley, desta preoccupazione nel Comitato territoriale Fipav di Mantova e nel suo presidente Giorgio Belladelli l’allarme inviato al presidente del Coni Malagò dal numero uno federale Pietro Bruno Cattaneo sulla decisione degli istituti scolastici di non concedere gli impianti alle società, nonché su eventuali responsabilità penali in capo agli stessi dirigenti scolastici e presidenti di società. «Scrivo di mio pugno - esprime Cattaneo nella sua lettera rivolta a Malagò - ma anche a nome di due vicepresidenti federali, di 10 consiglieri nazionali, di 21 presidenti di Comitati regionali, 67 territoriali. Soprattutto di 4.300 società e circa 407.000 tesserati, tutti preoccupati della ripartenza del movimento pallavolistico e di un possibile non utilizzo delle palestre scolastiche. La pallavolo è lo sport indoor più praticato in Italia e il mio compito è quello di portare proposte tangibili di intervento. Ad oggi, a fronte del silenzio da parte del Ministero dell’Istruzione, si registra l’invio da parte di molti dirigenti scolastici di comunicazioni con cui informano le società del diniego all’utilizzo delle palestre, sicuramente fino a dicembre 2020 se non per tutto il prossimo anno scolastico, diniego disposto dai Consigli d’istituto. Tali decisioni comprometterebbero ogni iniziativa tesa alla ripresa delle attività e, conseguentemente, impedirebbe la pratica della pallavolo a livello nazionale. Ciò che richiedo è l’apertura immediata di un tavolo di concertazione e confronto diretto con i ministri competenti, riducendo al massimo il rischio di compromettere la tenuta dell’intero sistema sportivo e dunque anche pallavolistico. Se è vero che una delle priorità per l’intero Paese consiste nella riapertura delle scuole, per garantire il diritto allo studio, non può essere offuscato il diritto al movimento e allo sport, con il suo ruolo fondamentale nella formazione delle giovani generazioni».


Dal canto suo la chiosa di Belladelli non è certo orientata all’ottimismo: «Riuniti i presidenti territoriali Fipav in videoconferenza alcuni giorni fa, abbiamo deciso di non procedere singolarmente ma con un’unica presa di posizione a livello nazionale, che possa magari fare giurisprudenza. I dirigenti si sono mossi sin qui autonomamente, ma senza una precisa direttiva del Ministero. Tutto ruota intorno alla questione della responsabilità penale. Nel Mantovano il 74,8% delle società gioca nelle pubbliche palestre delle scuole e una decisione come quella intrapresa dagli istituti renderebbe scontato il blocco dell’attività. Se il Consiglio nazionale varerà una linea più morbida non dovrà essere a macchia di leopardo. D’accordo, ci possono essere limitazioni ma non è possibile proibire la ripresa del beach volley. Da quel che so parecchie società mantovane si sarebbero già attivate per la sanificazione dell’impianto, che come prescrive la legge, è a carico del proprietario mentre la pulizia di chi lo utilizza. Temo che sarà un’estate senza beach volley, almeno a livello federale. Per i circoli privati, non so. Spero che alla fine prevalga il buonsenso». Nel dubbio, nella sua ultima Guida pratica emessa, la Federazione ha posticipato al 7-8 novembre il via ai campionati di B maschili e femminili.

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